Antonio Fiumefreddo

TAORMINA – Si avvicina il nuovo corso di Asm Taormina e c’è già il primo verdetto con il liquidatore uscente Antonio Fiumefreddo, candidato dal sindaco Mario Bolognari alla direzione generale dell’azienda e che, di riflesso, viene dunque escluso dalla corsa alla presidenza. Al netto, insomma di ogni possibile velina, si è scelto di togliere Fiumefreddo dal ruolo di vertice e restituire a quanto si prospetta la presidenza alla politica (che in verità ha fatto disastri biblici nella storia della municipalizzata). Paradossalmente Fiumefreddo viene fatto uscire dalla porta ma rientrerà dalla finestra perchè la mossa in contropiede del sindaco è stata quella di blindare il ruolo del direttore generale e affidarlo allo stesso liquidatore, che andrà in un altro ruolo di assoluta importanza nelle sorti dell’azienda.

Nel frattempo arrivano conferme sull’episodio che ha azzerato le chance di presidenza per Fiumefreddo nella prospettiva di quel che sarà il percorso di Asm 2.0: fatale per l’ex presidente di Riscossione Sicilia è stata la determina con la quale ha nominato una commissione per la scelta dei lavoratori interinali, che sarà composta da tre alti rappresentanti delle Forze dell’Ordine, un generale dell’Arma dei Carabinieri, un vicequestore della Polizia di Stato ed un sottoufficiale dei ROS dell’Arma dei Carabinieri. Professionisti ineccepibili e di alta caratura, che danno un segnale importante nella gestione della cosa pubblica. La politica però non ha gradito la scelta in “libertà” di Fiumefreddo e ancor meno ha apprezzato le sue pesanti esternazioni che hanno motivato la mossa: “L’ho fatto perché ho come l’impressione che nella Pubblica Amministrazione pare permanga alto il rischio di influenze e condizionamenti rispetto al quale serve una risposta che non lasci adito a dubbi”. Non a caso c’era chi non voleva Fiumefreddo neanche alla direzione generale di Asm e nella recente riunione di uno dei gruppi di maggioranza il liquidatore è stato definito “lo sceriffo”. Le successive e più recenti frasi al miele della conferenza stampa di giovedì scorso segnano il prologo di un nuovo capitolo ma rendono anche l’idea sul retrogusto di quel che è stato. La sostanza dei fatti è questa.

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