TAORMINA – Le vacanze di Ferragosto non fermano le grandi manovre in vista della prossima tornata di voto a Taormina, ancora distante 18 mesi nel calendario ma già nel mirino degli attori in campo già da tempo. L’opposizione resta ferma – anzi inchiodata – al palo, senza una leadership e con una candidatura a sindaco contesa da almeno cinque esponenti di quella che dovrebbe essere l’aggregazione antagonista all’attuale Amministrazione.

Non c’è intesa tra le parti ma soprattutto comincia a palesarsi un clima da “fratelli coltelli” con l’intento di unire le forze ma la consapevolezza che nel momento in cui si arriverà al nome del candidato sindaco, sarà concreto per il prescelto il rischio di ritrovarsi sin dal giorno dopo già sconfitto in partenza, con il tradimento ed il disimpegno di alcuni alleati. Incombe una situazione simile se non identica a quella del 2018, con i delusi disposti a dare un sostegno soltanto di “facciata” (e magari chiedere il voto solo per il Consiglio comunale) e qualche alleato pronto a sbattere la porta e farsi un’altra strada. I mal di pancia stavolta sono già iniziati due anni prima del voto e aumentano. E allora per l’opposizione taorminese si prospetta un doppio scenario all’orizzonte: una scissione o un compromesso.

Nel primo caso – al momento decisamente il più probabile – potrebbe consumarsi presto o tra qualche mese una preventivabile  spaccatura tra gli alleati con la formazione di almeno due liste differenti e due candidati a sindaco in contrapposizione a colui che sarà il candidato dell’Amministrazione (soluzione che, in sostanza, aprirebbe un’autostrada alla riconferma al Palazzo dei Giurati dell’attuale maggioranza sino al 2028).

L’altra ipotesi, ad oggi dura da digerire per i diretti interessati, sembra quella di arrivare ad un patto di desistenza e passo indietro degli attuali pretendenti alla sindacatura, con il contestuale avvio della ricerca di un nome che metta tutti d’accordo: un candidato esterno, come ad esempio avvenne nel 2006 quando almeno 7 candidati di un unico tavolo politico si diedero battaglia per mesi con una interminabile serie di riunioni e alla fine decisero di farsi da parte e venne scelto a sorpresa il nome di Carmelantonio D’Agostino, che poi vinse le elezioni amministrative. La storia a volte insegna, ma prima bisogna comprenderla…

© Riproduzione Riservata

Commenti