TAORMINA – L’aumento della tassa sugli oneri concessori di urbanizzazione, che si prospetta a Taormina per effetto del dissesto finanziario, mette in agitazione il comparto dell’edilizia e crea forte preoccupazione tra i professionisti del settore, che già preannunciano le contromosse per cercare di fare chiarezza sul rischio di una vera e propria stangata. Gli oneri della cosiddetta “Bucalossi” – come anticipato da BT nei giorni scorsi – sembrano destinati a passare 8 euro circa al metro cubo a 38 euro circa e lo scenario vede subito in fermento coloro che operano in questo settore.

Il presidente del Collegio dei Geometri della Provincia di Messina, il taorminese Lino Ardito, preannuncia la richiesta di un parere legale sulla vicenda. “Chiederemo un parere per fare luce su questa situazione che indubbiamente ci preoccupa – afferma Ardito -. Per le pratiche pregresse, in ogni caso, riteniamo che non si debba applicare l’aumento. Non ci può essere il principio di retroattività sulle concessioni già rilasciate. Un contratto non si cambia in corso d’opera, se ci sono delle regole bisogna andare avanti con quelle”. Ardito evidenzia, tra l’altro, l’ulteriore beffa che potrebbe esserci a seguito di questo aumento che non soltanto vedrebbe sensibilmente schizzare su importi pesanti gli oneri di urbanizzazione ma imporrebbe anche altre spese impreviste agli addetti ai lavori.

“Questo aumento rischia di infliggere un duro colpo al settore dell’edilizia sotto vari aspetti e forse non ci si è ancora resi conto sino in fondo dello scenario che potrebbe verificarsi da qui a breve – rimarca Ardito -. Per i permessi di costruzione, quando l’utente chiede la rateizzazione degli oneri concessori deve poi stipulare un’apposita polizza fideiussoria in favore del Comune, a garanzia delle somme dovute. Quindi, in presenza di un aumento, si rischia di dover andare di nuovo dalla compagnia assicurativa e dover cambiare la polizza con altri costi a carico sempre del richiedente”. Si attende, a questo punto, che la casa municipale faccia chiarezza sul caso, con l’Amministrazione che intenderebbe chiedere un parere a sua volta all’Area Amministrativa di Palazzo dei Giurati. I professionisti si attendono, senza farsi troppe illusioni, che l’aumento venga in qualsiasi caso determinato e che sia destinato a verificarsi l’aumento degli oneri concessori, tenendo conto che in ogni comune che va al dissesto finanziario è obbligo dell’ente locale innalzare al massimo tutte le aliquote. Tuttavia ci si attende che non venga posto in essere il principio della retroattività per chi, in sostanza, ha già richiesto e ottenuto una concessione, la vecchia licenzia edilizia, e magari dopo aver pagato una rata con l’attuale importo, rischia di doverne pagare quattro a condizioni variate e con l’aumento in corso d’opera.

“Per le pratiche pregresse sarebbe illegittimo l’aumento e vogliamo anche aggiungere un’altra cosa, di non secondaria importanza – conclude Ardito -. La legge Bucalossi, quando fu istituita nel 1977, prevedeva che le somme introitate dall’ente con questi oneri dovevano essere reinvestiti per sistemare il territorio. Invece si è scelto soltanto di tappare qualche buco una tantum ma la verità è che i proventi degli oneri concessori non sono mai stati reinvestiti e sono serviti, semmai, a mettere delle toppe nei bilanci rispetto alle voragini che i politici hanno creato”.

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