Giovanni Aucello, presidente de La Voce del Mare

TAORMINA – La Voce del Mare chiede alla Città Metropolitana di Messina “rendere noti gli atti riguardanti la manifestazione di interesse per Le Rocce, lo stato dell’iter e le procedure previste adesso dall’ente per definire il futuro del bene”. A prendere posizione sul futuro ancora enigmatico dell’ex villaggio turistico è il comitato di cittadini presieduto da Giovanni Aucello che esprime preoccupazione per “il silenzio che sta caratterizzando l’espletamento della recente procedura indetta dall’ex Provincia regionale su Le Rocce”.

“Abbiamo chiesto informazioni ma la risposta ad oggi è un rimpallo tra gli uffici dell’ex Provincia, dove ognuno rimanda ad altri uffici e fa sapere di non avere competenza sull’iter in fase di espletamento – afferma Aucello -. Per questo vogliamo sapere a che punto è arrivata quella procedura? Quali sono le reali intenzioni della Città Metropolitana? Chi si è fatto avanti per la gestione o acquisizione del bene? Sinora si conosce soltanto la presentazione della proposta avanzata dalla Fondazione Antonio Presti, mentre non si conoscono le altre proposte e chi siano gli altri soggetti che si sono candidati per prendere in affitto o comprare Le Rocce. Bisognerebbe tenere conto di quanto a suo tempo decretato dall’allora commissario Filippo Romano, che intese prevedere in termini corretti che l’affidamento de Le Rocce dovesse riguardare onlus e fondazioni, così da evitare forme di speculazioni come progetti alberghieri. Chiediamo trasparenza e che si informino i cittadini. Invece sono passati due mesi e non si sa niente, c’è un silenzio assordante di fronte al quale invitiamo la Regione ad intervenire ed attivarsi per acquisire il bene e salvarlo dal disastro in cui lo ha portato l’ex Provincia. Il presidente Musumeci intervenga e ponga fine a questa agonia che per Le Rocce va avanti da mezzo secolo ormai, ad eccezione della breve parentesi in cui era stato riaperto con la gestione di Presti”.

Al momento l’unica certezza è che su Le Rocce c’è stato un “ritorno di fiamma” della “Fondazione Antonio Presti”, che si è rifatta avanti dopo che già nel 2016 ottenne dall’ex Provincia regionale di Messina l’affidamento in comodato d’uso: una concessione qualche tempo dopo poi revocata dal Cga. Presti ha proposto un’idea riguardante la previsione nel sito di un “Polo di ricerca e formazione d’eccellenza: arte, cultura, ambiente, digitalizzazione, nuove professioni e tecnologie”. E’ questa una delle proposte giunte all’ex Provincia entro il 21 giugno scorso, assieme ad altre, con altri soggetti interessati che si attende vengano resi noti da Palazzo dei Leoni.

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