il sindaco Mario Bolognari

TAORMINA – Inizia il nuovo corso di Asm e l’indicazione di Antonio Fiumefreddo a direttore generale, preannunciata pubblicamente dal sindaco Mario Bolognari, è un segnale politico che il primo cittadino manda per l’immediato e per il futuro.

All’interno della maggioranza l’ipotesi di Fiumefreddo direttore generale non aveva incontrato il favore di alcune componenti dell’aggregazione, con un sostanziale sgradimento per questa soluzione che veniva ricondotto alla non gestibilità dell’attuale liquidatore di Asm e anche per effetto di alcune sue recenti mosse, ritenute provocatorie se non irrispettose verso la politica (in primis la nomina di una commissione presieduta da un generale dell’Arma per la selezione dei lavoratori interinali).

C’è chi avrebbe preferito una direzione generale meno ingombrante di quel che potrebbe essere con Fiumefreddo ancora all’Asm. Bolognari non si è scomposto e ha deciso di tirare dritto e andare avanti con questa mossa, non senza aver discusso e chiarito con Fiumefreddo di quel che è stato e quel che dovrà essere il percorso. E ricucendo anche qualche strappo che, al netto dei tarallucci di queste ore, tra i due c’è stato eccome.

A questo punto, se qualcuno masticherà amaro per l’indicazione di Fiumefreddo a direttore generale, lo farà comunque senza disturbare il conducente, bisbigliandolo fuori dal palazzo e non al cospetto del primo cittadino, anche per un fatto di rispetto e di timore reverenziale nei suoi confronti. Per il rovescio della medaglia, in fondo, per una parte di maggioranza l’esclusione di Fiumefreddo dalla corsa alla presidenza è pur sempre una buona notizia.

Fiumefreddo, se accetterà – come pare probabile – questa richiesta del sindaco, andrà a fare il direttore generale all’Asm sulla base di un patto con Bolognari e il clima gioviale emerso nella conferenza stampa delle scorse ore – tra complimenti e ringraziamenti – è più di un segnale in tal senso. Evidentemente la figura del direttore generale è quella che poi avrà in mano le chiavi di Asm, con una presidenza che – a prescindere da chi sarà poi il presidente – pare destinata a fare salotto mentre a fare la spesa, apparecchiare la tavola e buttare la pasta ci penserà qualcun altro.

Adesso Bolognari in questa strategia del “bello e del cattivo tempo”, sta per passare al capitolo successivo: la nomina del presidente e del Cda. Saranno nomine tecniche o politiche? Se lo chiedono in tanti dentro e fuori al palazzo. La seconda ipotesi è decisamente la più probabile, con il primo cittadino che, dopo aver blindato il ruolo di direttore generale, non ha nessuna intenzione di scontentare gli alleati e cercherà di venire incontro alle richieste dei gruppi e valuta le relative indicazioni. In ogni caso il sindaco è pronto a rafforzare una leadership che rimane indiscussa e pare sempre più destinata a riproporsi in vista delle prossime elezioni amministrative.

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