il consigliere di opposizione Salvo Cilona

TAORMINA – Il Ministro dell’Interno apre ai sindaci siciliani per un tavolo salva-comuni e a Taormina si riaccende subito la polemica sul dissesto finanziario dichiarato il 22 luglio scorso dal Comune di Taormina.

Nella Perla dello Ionio l’opposizione va all’attacco dell’Amministrazione ritenendo che “sia stato dichiarato con troppo fretta il dissesto senza tenere conto che adesso poteva esserci un provvedimento per salvare i comuni in difficoltà e tra questi anche Taormina”. Si teme, insomma, che si vada nella direzione di un decreto legge “Spalmadebiti”, che verrebbe ritenuto una beffa nella Perla dello Ionio, con il possibile salvataggio di altri comuni siciliani mentre Taormina ha già formalizzato la procedura del dissesto.

“Sono sempre stato contrario al dissesto del Comune di Taormina – afferma l’esponente dell’opposizione, Salvo Cilona -, ho votato contro e l’ho fatto con dichiarazioni pesantissime e non a caso oggi si va verso l’avvio di un tavolo tecnico di discussione chiesto dal sindaco di Palermo, Orlando, ed accettato dal Ministro Lamorgese, per discutere come risolvere il problema dei comuni siciliani in predissesto. Non ci voleva lungimiranza ma solo buon senso, Taormina doveva cercare sino in fondo un modo per non dover dichiarare il dissesto. Il Comune di Taormina è andato al dissesto con una liquidità che in quel momento era di 19 milioni di euro (2 milioni e 400 mila euro sono stati versati nelle ore successive ad Asm), e con una cassa così importante c’era anche la possibilità di attingere ad anticipazione di cassa per 7 milioni di euro e crediti per almeno 25 milioni di euro (tasse non riscosse, ndr). Non si comprende e vorremmo capirlo anche noi, ma soprattutto chiedono di saperlo i cittadini, come abbia fatto il sindaco a convincere i consiglieri a votare il dissesto. Non si può girare attorno alle parole, il dissesto equivale ad un fallimento e Taormina non doveva arrivare a quel punto, bisognava evitarlo”.

“Se il governo approverà un piano di cosiddetto “Spalmadebiti” per i comuni in pre-dissesto, come richiesto dal sindaco di Palermo e presidente di Anci Sicilia, Orlando – aggiunge Cilona -, a quel punto è bene che il sindaco di Taormina ne tragga le opportune conseguenze e che decida di fare la valigia e dimettersi per aver portato questa città al dissesto”.

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