TAORMINA – Isola Bella viene invasa dai bagnanti, il copione si ripete ormai da anni ma l’agosto 2021 potrebbe diventare lo “spartiacque” nella situazione della Riserva Naturale Orientata che pare essere arrivata ad un punto di non ritorno. Le associazioni ambientaliste spingono per l’ipotesi di un contingentamento degli ingressi, gli operatori economici seguono questa fase con la legittima aspettativa di recuperare una parte degli introiti persi in pandemia ma anche con la consapevolezza che questo caos sta diventando un boomerang per il territorio. E sull’argomento interviene il Cutgana, ente gestore della Riserva di Isola Bella, che annuncia “una concertazione già avviata con il Comune per una fruizione controllata di Isola Bella”.

“Stiamo lavorando ad una soluzione – spiega l’avvocato Anna Abramo, direttrice della Riserva di Isola Bella -che possa consentire una fruizione controllata del bene e la valorizzazione dello stesso. Serve un punto di equilibrio e una soluzione che, in ogni caso, appare non più rinviabile. Isola Bella è il biglietto da visita di Taormina, da un lato va protetta la Riserva e dall’altro ovviamente siamo anche consapevoli che non si devono ledere i legittimi interessi degli operatori economici. Taormina deve puntare ad un turismo di qualità che in presenza di questi enormi flussi poi sceglie di spostarsi altrove. La fruizione controllata può articolarsi in diverse modalità, da concordare con il Comune e con tutti gli enti preposti. Si possono ipotizzare ingressi per fasce orarie e che avvengano attraverso la prenotazione tramite un apposito portale, come avviene già in altre Riserve naturali. Se si fa già altrove, perchè non sarebbe possibile farlo a Taormina?”.

Dal Cutgana arriva, quindi, un’importante presa di posizione che apre ad una rivisitazione delle dinamiche per l’accesso ad Isola Bella, in questi giorni presa d’assalto da tantissimi bagnanti e soprattutto meta del “mordi e fuggi” da tutta la Sicilia, oltre che di turisti provenienti da altre parti d’Italia e dall’estero. Ma proprio quel gran pienone rischierebbe di fare scappare poi i turisti, tanto più mentre c’è una pandemia che non è finita e bisognerebbe evitare assembramenti.

“E’ importante che ciascuno faccia la propria parte e sono fiduciosa che la questione si possa affrontare e risolvere – continua la direttrice Abramo -. Attraverso una collaborazione sinergica occorre trovare una soluzione che abbia come priorità la tutela del bene e per questo abbiamo proposto al Comune di avviare dal 1 settembre l’esperienza pilota, intanto per un mese, che preveda questa fruizione controllata della Riserva Naturale”. Lo scenario, in sostanza, sarebbe quello che prevedrebbe l’introduzione di un ticket, con un biglietto di ingresso per chi vorrà accedere alla Riserva ma senza costi a carico dei residenti di Taormina. “E’ auspicabile si possa tornare a valutare l’applicazione del decreto legge che prevedrebbe un ticket minimo, dal quale potrebbero arrivare delle risorse che il Comune potrebbe impiegare per una maggiore pulizia e decoro ed un maggiore controllo dell’area”.

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