Gerardo Schuler

TAORMINA – L’Associazione Albergatori di Taormina esprime “forte preoccupazione” sull’idea avanzata dal presidente della Regione, Nello Musumeci, che ha proposto di chiedere al premier Mario Draghi di “dichiarare lo stato di emergenza in Sicilia per gli sbarchi”. Dagli operatori dell’industria dell’ospitalità taorminese arriva la richiesta al governatore di “desistere” da questa decisione estrema, che “arrecherebbe un danno al turismo di tutte le destinazioni turistiche siciliane” “. Località come Taormina – afferma il presidente degli Albergatori di Taormina, Gerardo Schuler – verrebbero investite da un messaggio mediatico negativo soprattutto per il turismo estero, che qui vale l’85% delle presenze turistiche”.

“Auspichiamo che questo provvedimento non venga deliberato dal governo nazionale in questi termini e che il governo regionale ritiri questa richiesta – afferma Schuler -, altrimenti le prenotazioni dall’estero, che da 3 settimane stanno già subendo diverse cancellazioni per il periodo autunnale causa paure legate alla varante delta, rischiano di crollare definitivamente e sarebbe per l’economia del nostro territorio una batosta di proporzioni incredibili. I colleghi mi confermano che per i mesi di settembre ed ottobre stanno già arrivando molte disdette alimentate soprattutto dalla paura variante delta, che si sono accentuate con l’emergenza cenere vulcanica, e poi proseguite con l’emergenza incendi. Se adesso aggiungiamo anche la dichiarazione di stato di calamità per gli sbarchi si rischia la cancellazione della stagione, appena iniziata con forte ritardo, proprio nel momento in cui stavamo cercando di allungarla e poter lavorare ancora per qualche mese, contando sopra tutto sulla nostra risorsa tradizionale, quella della clientela straniera. In questa direzione ha lavorato e pianificato anche l’Assessore Regionale al Turismo Manlio Messina che 3 mesi fa ha annunciato un importante ed innovativo programma invernale di eventi anche su Taormina.

“Taormina adesso è piena di turisti italiani e stranieri. Gli italiani sappiamo sono consapevoli che qui non c’è alcuna emergenza e saranno pochi quelli che disdiranno per paura. Il pericolo di disdette coinvolgerá invece chi dall’estero vede Taormina come un puntino su un’isola nel mezzo del Mediterraneo e non conoscendo le dinamiche italiane potrà equivocare ed immaginare una invasione dell’Isola intera”.

“Esprimiamo la massima comprensione per il disagio delle persone del Nord Africa, la nostra vicinanza a chi soffre è totale” – continua Schuler – “Quanto sta accadendo ci interpella come persone e come cittadini, perché mette alla prova il nostro sistema di diritti e più profondamente il nostro senso di umanità. La priorità dell’Europa, ribadita dal Presidente Musumeci, è arrestare i flussi. È giusto non voltarsi dall’altra parte, è giusto sollevare il problema, è giusto cercare e trovare soluzioni basate sull’assunzione di responsabilità a livello EU come risposta all’appello dell’altro bisognoso di aiuto. È giusto anche perché non dobbiamo dimenticare che in questi ultimi anni si è spesso negato, oltre all’accoglienza, persino il soccorso attraverso una esasperata criminalizzazione della solidarietà”.

“Siamo di fronte ad un problema irrisolto da tanti, troppi, anni. Si è detto che l’Europa ci volta le spalle ma poi in concreto cosa si è fatto? Allora che senso ha dichiarare lo stato di calamità? Qual’è il vero fine di questa iniziativa? Ogni mossa sullo scacchiere va ragionata prevedendo le conseguenze. Noi siamo imprenditori, non politici, rispettiamo la politica ma chiediamo che si rispettino altrettanto gli operatori economici della filiera turistica tutta che stanno lottando per uscire da questa crisi epocale”.

“Puntavamo sul turismo dall’estero per allungare la stagione e invece dovremmo chiudere tutto nuovamente già al 31 agosto? Le cancellazioni per settembre e ottobre, causa la variante Delta, sono già tantissime ma così si rischia uno tsunami. La Sicilia con lo stato di calamità punta ad ottenere dei fondi dall’Europa? Ma così si paralizza il turismo e noi rischiamo di dover richiudere e non lavorare più e, così facendo, andrebbero a casa centinaia, migliaia di persone che vivono con un impiego stagionale nella filiera del turismo, che hanno sofferto a lungo come noi e che erano state appena riassunte da poche settimane”.

“Non sta a noi albergatori indicare le soluzioni ma temiamo quel che può accadere – aggiunge Schuler -. Per questo chiediamo che si eviti la soluzione estrema della dichiarazione di calamità che sui mercati esteri avrebbe riflessi devastanti. La Regione Siciliana in concerto con il governo nazionale, troverà sicuramente soluzioni alternative che non vadano a vanificare gli sforzi delle imprese siciliane della filiera turistica che hanno sofferto, più di altri, la chiusura forzata di oltre un anno e che con grande sacrificio ed impegno, stanno facendo di tutto per risollevarsi, lavorando sodo, dai disastri della pandemia. Chi amministra deve decidere ma deve anche prevedere le conseguenze alle decisioni prese. Io mi occupo di turismo e non posso che segnalare le prevedibilissime conseguenze della dichiarazione dello stato di calamità”.

“Come rappresentante della categoria della ospitalità taorminese – conclude Schuler – non posso che suggerire di individuare soluzioni alternative alla bomba mediatica della dichiarazione dello stato di calamità. Alternative che trovino il giusto equilibrio fra compassione, solidarietà, e la necessità di garantire la sicurezza e l’ordine, magari lavorando bene ed in modo incisivo dietro le quinte, anche a livello UE, senza alzare un pericolosissimo polverone mediatico che darebbe la mazzata finale al settore maggiormente colpito dalla pandemia, quello del turismo. Per la pandemia, siamo stati i primi a cadere in ginocchio e gli ultimi a potersi finalmente rialzare. Il 15% del PIL Siciliano merita di essere gestito con adeguata lungimiranza”.

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