Giovanni Coco

TAORMINA – Ricorre oggi il primo anno dalla drammatica giornata dell’8 agosto 2020 in cui si è tolto la vita a Giardini Naxos Giovanni Coco, per tanto tempo dirigente del Comune di Taormina. Nella mattinata di 12 mesi fa venne ritrovato nel mare di Giardini Naxos il corpo senza vita di Coco e quel tragico gesto estremo rappresenta una delle pagine più tristi ma anche più buie nella storia recente della Città di Taormina. Nel primo anniversario della tragica scomparsa di Giovanni Coco, un pensiero con affetto va alla famiglia, alla moglie Angelica e ai figli Enzo e Emanuela.

Vogliamo ricordare Giovanni come un taorminese amico di tutti e pensare che lassù possa aver trovato la pace e la serenità che desiderava avere qui. Indietro non si torna, eppure appare importante ricordare, ma soprattutto restituire idealmente a una persona l’appartenenza ad una comunità, l’esserne stato parte integrante e continuare a farne parte, come lui avrebbe voluto ancora sentirsi negli ultimi pensieri che lo hanno separato dall’incontro con l’eternità. Tutto il resto – per lui come per noi tutti – lo consegniamo al giudizio di Dio.

Una riflessione la riserviamo a quelli (non pochi) che, in questi 12 mesi, dentro e fuori al Comune di Taormina, non hanno tratto nessun insegnamento dall’epilogo di una vita e dal senso di una storia. Alcuni sono andati avanti voltandosi subito dall’altra parte e hanno scelto di dimenticare: senza rispetto né memoria per un destino ingombrante da cui smarcarsi in fretta e da affidare al silenzio dell’oblio.

E’ la prossemica di comodo dell’ipocrisia. Lavarsi la faccia e inseguire una nuova verginità, far finta di niente, che nulla sia accaduto e che qualcuno non sia esistito. Senza comprendere che a volte il vero abisso non è in fondo al mare ma nella profondità della miseria umana.

Il tempo è come una moneta, e quella della vita è l’unica che non si possiede e che un giorno deciderà da sola quando portarti il conto. Una moneta ha due facce: una è un volto, l’altra è una maschera. E le maschere, presto o tardi, cadono sempre.

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