Liliana Segre e Patrick George Zaki

GIARDINI NAXOS – La Giunta comunale ha approvato un atto di indirizzo finalizzato al conferimento della cittadinanza onoraria del Comune di Giardini Naxos a Liliana Segre e a Patrick George Zaki.

Nell’atto in oggetto l’esecutivo del sindaco Giorgio Stracuzzi evidenzia “la lotta contro il razzismo, la xenofobia e ogni forma di discriminazione del diverso è il cuore di ogni politica dei diritti umani perchè la tolleranze e il rispetto per le dignità altrui vanno a costruire le fondamenta di ogni società davvero democratica”. Una nota a forma della presidente dell’Azione Cattolica di Giardini, Carla Buda, aveva invitato il Comune a sensibilizzare la comunità su tematiche cruciali quali la tolleranza e la civile convivenza tra i popoli nonchè sull’importanza della memoria in riferimento a pagine di storia come la Shoa.

“La senatrice Liliana Segre – scrive la Giunta – rappresenta con la sua vita e il suo vissuto un esempio per il nostro paese, per le generazioni presenti e per quelle future. Il suo racconto di vita, di superstite dell’Olocausto, che da decenni testimonia nelle suole e nelle aule istituzionali e con la sua stessa vita, ne fa un fulgido esempio di consapevole memoria di quello che Primo Levi definì a suo tempo “stupore davanti male”. Da qui la decisione di assegnare la cittadinanza onoraria per il “valore morale ed educativo del ruolo che la senatrice a vita Segre sta svolgendo attraverso la sua attività di conservazione della memoria e di opportunità di crescita per le nuove generazioni”.

Allo stesso modo si è deciso di proporre la cittadinanza onoraria anche per Patrick Zaki, lo studente che nel 2019 iniziò un master universitario presso l’Università di Bologna e che venne poi arrestato nel febbraio 2020 in Egitto, ed ancora adesso è in stato di determinazione preventiva dall’8 febbraio 2020 ad oggi, con il rischio concreto di restare in carcere ancora per molto tempo”. “Le accuse rivolte a Zaki – rileva la Giunta di Giardini – sono le stesse che colpiscono persone che svolgono attività del tutto legittime secondo il diritto internazionale e che in Egitto stanno raggiungendo in questi anni centinaia di attivisti, ricercatori, avvocati ed esponenti di organizzazioni per i diritti umani”.

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