Massimo Garavaglia

Il governo Draghi prova a rilanciare il turismo anche attraverso una poderosa iniezione di fondi per il settore congressuale. Massimo Garavaglia ha firmato il decreto ministeriale n. 1004 del 24 giugno 2021 sulle condizioni e sui requisiti necessari per richiedere i contributi in favore del sistema fieristico e congressuale, che sostituisce il precedente decreto del ministro del Turismo (27 aprile 2021, n. 280).

Il decreto riunisce in un’unica procedura l’assegnazione delle risorse pari a 350 milioni di euro stanziati nell’anno 2020 nonché l’assegnazione dei nuovi stanziamenti per l’anno 2021 pari a 100 milioni. Nei prossimi giorni sarà pubblicato l’avviso contenente le modalità e le scadenze per la presentazione delle istanze di contributo.

Pubblicato anche l’Allegato 1 con l’elenco dei soggetti che hanno presentato istanza in base al decreto dirigenziale 5 ottobre 2020, n° 56 e ai quali verrà erogato automaticamente un anticipo sulle risorse a valere per l’anno 2020, ai sensi dell’articolo 4 del dm n° 1004 del 2021.​

In questo contesto, intanto, Taormina tergiversa e resta ferma al palo. L’intenzione del governo è quella di mettere gli operatori del settore nelle condizioni di ripartire e organizzare nuovamente meeting congressuali ed in questo contesto la Perla dello Ionio dovrebbe farsi trovare pronta ed ambire ad accogliere tali eventi al Palazzo dei Congressi in modo assai più significativo di quanto non è accaduto sino a questo momento. Tuttavia una storia ultratrentennale da eterna incompiuta non è ancora approdata alla svolta tanto attesa.

Sul Palazzo dei Congressi di Taormina si attende che venga espletata la gara per i lavori da 231 mila euro finanziati a suo tempo dalla Regione per completare la messa a norma effettuata nel 2017 prima e dopo il G7. E rimane anche in stand-by l’iter per il bando di gara che in vista dei prossimi anni dovrebbe dare le chiavi della struttura ai privati. Rimane ovviamente quel che potrà essere intercettato motu proprio dalle strutture ricettive del territorio ma è un’altra storia dentro un territorio che non si fa trovare pronto agli appuntamenti importanti, se non vitali, per rilanciare la città dopo un anno di tsunami.

Gli addetti ai lavori del mercato congressuale in molti casi evidentemente, una volta pronti a ripartire, guarderanno ad altre destinazioni e così rischia di passare a vuoto un altro treno che Taormina si lascia scappare con il marchio di fabbrica del solito pressapochismo della sua classe politica che – repetita iuvant -non è all’altezza del compito e meno che mai di affrontare la sfida a una crisi epocale.

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