Carla Santoro, dirigente dell'Istituto Comprensivo di Taormina

TAORMINA – “La mia lettera al Ministro della Pubblica Istruzione non è stata un atto d’accusa, ha rappresentato problemi gravi ed irrisolti sui quali mi sarei aspettata delle soluzioni risolutive o perlomeno qualche segnale rassicurante dall’Amministrazione comunale. Ma ancora oggi c’è un silenzio assordante che non può non essere motivo di grande preoccupazione”.

Così la dirigente dell’Istituto Comprensivo di Taormina, Carla Santoro, torna sulla nota inviata nei giorni scorsi al Ministro della Pubblica Istruzione e al Prefetto di Messina con la quale ha chiesto la nomina di un Commissario ad Acta per affrontare i problemi sin qui rimasti irrisolti delle scuole di Taormina centro e frazioni.

La dirigente non torna indietro e rincara la dose del suo monito: “C’è un silenzio assordante, forse non si è compresa la reale gravita della situazione. La scelta di inviare quella lettera la rifarei senza alcuna esitazione. Il mio è stato un gesto inevitabile, per smuovere le acque e che ha inteso fungere da sprone a fare meglio e a cambiare passo per risolvere i gravi problemi delle scuole. Ma, a conferma che le mie sollecitazioni già in precedenza erano state vane, a quella mia presa di posizione non ha fatto seguito un segnale da parte del Comune, dove forse non si è compreso che in quella lettera non si accusa nessuno ma si rappresentano criticità sulle quali bisogna provvedere subito e non si può attendere o perdere altro tempo. La mia è stata una inevitabile presa di posizione per fare capire che occorre muoversi immediatamente in vista del nuovo anno scolastico. Siamo ormai oltre la metà del mese di luglio e settembre è già vicino. Ho espresso la mia grande preoccupazione, la ribadisco e lo sono ancora di più perchè i giorni passano ma rimane un immobilismo che rischia di avere pesanti ripercussioni sulla nostra comunità scolastica e su tutta la vita della città”.

La preside ha posto, in particolare, l’accento sulla precarietà in atto da tanti anni a questa parte degli edifici scolastici comunali, che nel tempo “non sono mai stati destinatari di interventi consistenti ma solo di occasionali e marginali azioni di manutenzione ordinaria, sempre e solo dopo reiterate richieste e sollecitazioni”.

C’è forte apprensione da parte dei vertici della scuola in vista del prossimo anno scolastico: non c’è ancora una sede per la scuola dell’infanzia, mentre i lavori alla scuola elementare “Vittorino da Feltre” sono ancora bloccati per una variante da porre in essere; e a Trappitello il plesso di Santa Filomena, chiuso nell’autunno del 2019, attende le relative opere di sistemazione dei locali, con le classe delle elementari che nel frattempo restano “parcheggiate” presso la scuola media di Via Francavilla.

La preside conferma, insomma, la propria convinzione che l’unica strada da percorrere per provare a dare una svolta era quella di chiedere – così come ha fatto – “la nomina di un Commissario ad Acta per l’edilizia scolastica, per il compimento dei necessari interventi, prima dell’inizio del nuovo anno scolastico”. Viene rimarcata, sulla base di quanto espresso nella nota inviata al Ministro e al Prefetto “la necessità di garantire la sicurezza dell’utenza tutta, con l’urgenza che il caso riveste e l’apprensione per l’emergenza pandemica che non arretra”. La dirigente ha rappresentato che “Vi è, pertanto, la concreta preoccupazione di vedere svanita, anche per l’imminente anno scolastico, la garanzia delle minime misure di sicurezza per l’incolumità di tutta l’utenza scolastica”.

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