L’estate non è ancora neanche arrivata alla sua fase centrale, eppure tutti già guardano a cosa accadrà in autunno. Siamo dentro un incubo con le sembianze del gioco dell’oca, dove in ogni momento si rischia di tornare un passo indietro se non al punto di partenza.

Ci chiuderanno di nuovo in casa? A settembre ricominceremo di nuovo con i colori, le restrizioni e tutto il resto del kit completo del gioco dell’oca anti-Covid, per ritrovarci al punto di partenza? Il sospetto è forte, per qualcuno anzi è una certezza che accadrà proprio questo. A questo punto si dirà che la colpa è degli italiani è che hanno festeggiato la vittoria agli Europei e che non si vaccinano e non rispettano le distanze e le regole, che se ne fottono di essere prudenti e si stanno esponendo a nuovi contagi. Vero che qualcuno stia giocando con la vita degli altri in modo superficiale ed egoista, tutto giusto se non fosse che lo Stato e il Governo esistono per legiferare, non per fare chiacchiere o peggio ancora per scaricare le colpe e fare i moralizzatori nei salotti della politica e meno che mai in quelli per la quasi totalità ormai vomitevoli e terroristici delle tv nazionali. Chi è in Parlamento è pagato profumatamente per trovare delle soluzioni, quindi muova le terga e non si limiti alle soliti frasi idiote contro i cittadini.

Non siamo neanche ad agosto ma già si delinea il quadro di che cosa potrebbe – condizionale d’obbligo – accadere a fine estate e i dati del monitoraggio dell’Istituto Superiore di Sanità sulla situazione epidemiologica nel Paese portano nella direzione di nuove restrizioni. Il tema appare abbastanza scontato e le varianti sembrano una clava ad orologeria: divertitevi sino ad agosto, poi a settembre si torna all’amara musica di prima, con i divieti e il bombardamento di virologi in tv a tutte le ore a considerarci dementi che non sanno come comportarsi.

Sia chiaro, c’è poco da scherzare, questo virus a quanto pare non molla ed è un dato di fatto che i contagi non si siano fermati stavolta neppure sotto il sole d’estate.

Se non ci sarà un esponenziale aumento del numero dei vaccinati, che al momento appare difficile da ipotizzare senza una stretta convinta, le soluzioni per cercare di evitare una terza ondata sono due: o far diventare alcune regioni e province, lì dove i contagi continuano, di nuovo zone soggette a restrizioni oppure lasciarle bianche sapendo che le si esporrà ad un aggravio ulteriore della situazione. Ma cosa racconterà la politica per giustificare altre chiusure a quelli che da un anno non fatturano, hanno perso il lavoro e stanno lottando contro una crisi da dopo guerra?

Lo Stato faccia lo Stato, non sia pavido e anziché regalarci la lite dalla mattina alla sera tra centrodestra e centrosinistra su sterili puttanate varie che non aiutano chi è rimasto indietro, si assuma le sue responsabilità. Lo Stato abbia più coraggio e il governo Draghi dia un senso a questa fase di unità nazionale, con il sostegno reale alle persone e senza limitarsi soltanto a dire che siamo inguaiati perché la colpa è di chi non si vaccina: si prendano provvedimenti concreti, come ha fatto Macron in Francia, se davvero si ritiene che una nuova ondata sia possibile a causa dei no vax, altrimenti qualsiasi altra cosa sarà aria fritta che non sposta gli equilibri della lotta alle varianti e le prospettive di questa brutta storia.

C’è un fatto prima di tutto il resto che qualcuno dovrà avere l’onestà intellettuale e gli attributi di spiegare prima o poi, seriamente e non prendendoci per il culo: come diavolo sia possibile che questo virus abbia una serie interminabile di varianti. La variante Delta, poi quella Omega, e poi quella Y e poi altre supercazzole che spargono paura, ulteriore terrore e incertezza che devasta la società e l’economia, ma soprattutto annienta le speranze del popolo di ripartire e ritrovare serenità. Non siamo scienziati ma la gente pretende chiarezza: si afferma che vaccinare in pandemia favorisca il diffondersi di varianti, ma appare inverosimile che si possa replicare una serie così mutevole ed interminabile di virus.

Insomma, la variante Delta (e chissà quante altre) si stanno organizzando per farci scordare il ritorno alla normalità. Vacciniamoci, non abbassiamo la guardia e cerchiamo di essere prudenti. Ma chi di dovere quando prenderà decisioni in grado di risolvere il problema e non i soliti palliativi, e quando la smetteranno di annichilire l’animo già provato della gente, facendo capire che siamo di fronte ad una serie interminabile di varianti.

Dobbiamo ancora credere alla storiella del virus arrivato dai pipistrelli o possiamo rimanere dell’idea (pur senza prove) che questo stramaledetto virus sia uscito palesemente da qualche laboratorio dove chissà quali porcherie si stavano sperimentando? I governanti si diano una mossa e non vengano a raccontarci che dovremo passare altri anni della nostra vita in una perenne dimensione ansiogena. Siamo prossimi al punto collettivo di non ritorno. L’inerzia e l’incapacità di chi ha in mano le sorti del Paese stanno soffiando sul fuoco della rabbia e della disperazione popolare: le residue speranze della gente non possono essere frustrate e vanificate da un eterno clima di incertezza e paura.

 

 

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