TAORMINA – Ricordate quella commedia dal titolo “Non guardarmi non ti sento”, con Richard Pryor e Gene Wilder​ nella parte di un sordo e un non vedente protagonisti di una esilarante sequenza di imprevisti? In quella storia, in buona sostanza, si compie un delitto ma il sordo non ha sentito, il cieco non ha visto, eppure sono gli unici testimoni.

A Taormina la parte del sordo e del non vedente – politicamente parlando e con il dovuto rispetto per chi, purtroppo, questi handicap li ha sul serio – la fanno ormai da 30 anni a questa parte i vari amministratori di turno, tuttavia non testimoni ma artefici di un “delitto”, che se ne sono infischiati tutti indistintamente di dare un minimo di attenzione alla zona litoranea del paese, quella dove d’estate si riversano migliaia di persone in spiaggia. Probabilmente qualcuno ancora pensa che Taormina sia soltanto una via del lusso (ma quale lusso?) che inizia a Porta Messina e finisce a Porta Catania, con variazione sul tema al Teatro Greco per i concerti a “scrocco”. Il resto è solo periferia ed ecco Mazzeo, l’esempio perfetto e impietoso che dovrebbe far diventare rossi di vergogna gli amministratori – ma sia chiaro non solo quelli di oggi, in modo esattamente identico chi c’era prima.

La frazione di Taormina, la Taormina mare per intenderci, è oggetto di inascoltate lamentele e irrisolte problematiche da tempo immemore. La storia è ampiamente nota: il manto stradale del lungomare è un disastro che rischia di far cadere anziani e giovani senza distinzioni, non c’è neppure un’illuminazione adeguata, l’arredo urbano è indecoroso (a meno che qualcuno non venga a spiegarci che qualche piantina cambia le cose), le ringhiere e le panchine le hanno dovute sistemare i cittadini stessi, gli accessi al mare fanno pietà. Il parcheggio è selvaggio e gratuito per chiunque e il Comune (o Asm in secondo ordine) non incassa nulla perché non è mai stata completata la pratica per acquisire dal Demanio la titolarità del lungomare. Si potrebbe allegare un collage imbarazzante di immagini che non necessitano di commenti ma evitiamo perché è imbarazzante soltanto vedere lo stato in cui versa Mazzeo, figurarsi poi se questo degrado dovessero vederlo i malcapitati turisti prima ancora di venire da queste parti.

Insomma Mazzeo dovrebbe essere curata come un gioiello e avrebbe tutto per essere una punta di diamante dell’offerta turistica di Taormina ma viene tenuta come una latrina. D’altronde non fu un caso nemmeno la scelta scellerata di chi in passato Mazzeo l’ha trasformata in un dormitorio stagionale, impedendone uno sviluppo con strutture ricettive e favorendo invece la costruzione di condomini e appartamenti estivi. Qualcuno degli autori di quel sacco di Mazzeo ormai è finito al Creatore ma quella vergogna è stato uno spartiacque nel destino di questa frazione, ha ingrossato le tasche di alcuni e stravolto le potenzialità del territorio. Oggi un pò di quelle seconde case le ha comprate gente di fuori città e in diversi casi di fuori provincia e in qualche caso i compratori forse non sono proprio dei chierichetti. Anche il più disattento dei turisti che si trova in una bellissima frazione, si guarda attorno e si chiede come mai non ci siano alberghi a Mazzeo ma soltanto complessi per seconde case, una marea di immobili che restano semideserti per 8 mesi l’anno e poi a contorno le abitazioni di poche centinaia di residenti.

E’ una di quelle storie in cui, a suo tempo, sarebbe dovuto arrivare un bel pulmino al Comune di Taormina e portarsi via un pò di persone per destinarle a una lunga vacanza in una bella suite al fresco. Ma Taormina è pur sempre Taormina: un’isola a parte, bella e molto spesso inviolabile.

A Mazzeo ogni cinque anni si lanciano i soliti proclami e si fanno promesse da spergiuro: “faremo”, “sistemeremo”, ma che cosa? L’attenzione per Mazzeo è in qualche saltuario rattoppo una tantum? Vogliamo continuare a prendere la gente per i fondelli? Non vengano a dirci che adesso c’è il dissesto e supercazzole varie perché il bilancio del Comune di Taormina non sarà ricco di questi tempi ma ha consentito parecchie regalie e anche con poche migliaia di euro si poteva sistemare bene qualcosa anziché elargire prebende agli amici e compari. Repetita iuvant: vale per chi governa adesso e vale per chi lo ha fatto in precedenza.

Il paradosso è che poi quelli che amministrano (o hanno amministrato prima), e se ne fottono di Mazzeo, i problemi di questa frazione li conoscono bene e ci passano davanti, d’estate, ogni giorno, arrivano di gran carriera in macchina o con lo scooter, vanno al lido, si fanno un bel bagno rinfrescante, o magari hanno anche casa estiva da quelle parti. Si fa finta di non vedere o tutto al più si pontifica poi qualche boiata di circostanza al palazzo comunale.

Dicevamo che persino l’illuminazione è fatiscente e se un malcapitato cittadino chiede un intervento risolutivo, potrà chiamare Asm che però dirà che adesso non possono provvedere con installazioni di luci a led perché c’è una ditta che dovrebbe occuparsene (in teoria è esatto ma in pratica non si è capito chi sia ancora titolare il servizio) e rimpalla al Comune, invitando a contattare il numero dell’Ufficio Tecnico. Addirittura pare che un privato si sia offerto di provvedere ad asfaltare le strade e togliere un pò di buche ma sia stato diffidato perché questo compete al Comune. Peccato che ormai tranne qualche cortesia pre-elettorale il Comune non sia interessato a Mazzeo. E allora ci sarà pure il dissesto alle porte ma dalle parti del Comune bisogna svegliarsi e darsi da fare. Il modo si può e si deve trovare se si vogliono fare le cose. Si comprenda che nessuno chiede la luna ma i servizi minimi i cittadini li pretendono e hanno tutto il diritto di averli. Magari sarà troppo immaginarsi un lungomare rimesso a nuovo come a Santa Teresa di Riva, ma non serve Einstein per fare almeno un lungomare decoroso come a Letojanni che dista un metro da Mazzeo. A Taormina, invece, si accampano soltanto giustificazioni del “non si può fare”, salvo poi fare la furbata delle 2, 5 o 10 mila stanziate per la marchetta di turno.

Non basta mettere qualche inutile piantina e fare un lavaggio del lungomare una tantum mentre i vicoli sono ridotti a pisciatoio pubblico. E’ il momento di darsi una regolata e capire dove si vuole andare. A Mazzeo non abitano porci, baraccati e nemmeno cittadini di serie B. Riqualificare Mazzeo è un obbligo morale che non ha maggioranza e minoranze.  E’ una questione di buon senso e civiltà verso la comunità. Al Comune di Taormina riflettano e decidano se vogliono continuare a fare finta di niente o se, invece, c’è voglia e disponibilità ad avere un sussulto di operatività nell’interesse di tutti. Il giro di giostra all’insegna delle solite scuse è durato anche troppo: la stagione delle chiacchiere e del “governo e me ne fotto” è finita.

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