ROMA (ITALPRESS) – Ricostruire la filiera del gioco in Italia, comprenderne gli impatti economici e sociali e analizzare il comportamento dei consumatori. Sono questi gli obiettivi del Primo Rapporto di ricerca sul settore del gioco in Italia, presentato da Luiss Business School e Ipsos. “Con il nostro studio – ha detto Matteo Giuliano Caroli, Associate Dean for Research, Luiss Business School – siamo entrati in un settore industriale molto importante in Italia e nel mondo ma anche molto complesso e in forte evoluzione dal punto di vista tecnologico, dei comportamenti delle persone, degli assetti normativi e istituzionali”. “L’analisi dei dati è fondamentale”, ha detto Marcello Minenna, direttore generale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, annunciando l’arrivo dell’app per consentire ai cittadini di “conoscere in tempo reale se un punto di gioco è connesso ai sistemi di controllo e verifica dell’Agenzia”. Sul piano normativo, per Minenna occorre “un testo unico sui giochi. Bisognerebbe lavorare – ha aggiunto – in questa prospettiva di razionalizzazione”.
Sul settore del gioco ha influito in modo determinante la pamdemia. Nel 2020, nonostante la crescita del gioco on line, la spesa complessiva ha subito una riduzione del 33,5%. Inoltre, nel settore del gioco fisico, il più colpito dalle conseguenze del Covid-19, la spesa si è ridotta del 41,7%, con evidenti travasi versi i canali illegali. Di conseguenza, nel 2020 il gettito erariale da gioco ha registrato la più bassa incidenza alle entrate fiscali dal 2006. Per Livia Pomodoro, presidente Advisory Board del Progetto, occorre “non dimenticare che questo è un settore con importanti e non trascurabili risvolti di carattere economico-sociale” ed è “necessario e indispensabile che si ponga mano a un intervento complessivo” sul settore per “aggiornare ciò che è stato fatto sulla regolamentazione del gioco legale”.
Dallo studio, infatti, emerge che il 67,7% della popolazione italiana maggiorenne, ossia 31.350.000 di individui ha effettuato qualche tipo di gioco nel 2020. Sono stati stimati, tuttavia, circa 4,4 milioni di giocatori in canali illegali che rappresentano un universo complesso.
Claudio Durigon, sottosegretario all’Economia, si è soffermato su “come realizzare una legge quadro che possa dare finalmente una garanzia in tutto il territorio. Stiamo lavorando per creare tavoli di confronto con le Regioni”. Durigon ha sottolineato anche l’importanza di “un momento di incontro”, come degli Stati Generali, che sia “allargato a tutti i soggetti del Parlamento e dei ministeri, per trovare una soluzione adeguata prima della manovra finanziaria. E’ determinante fare tornare una mentalità diversa verso questo settore”. Per Alberto Petrucci, ordinario di Economia Politica Luiss Guido Carli, “il gioco pubblico tutelato, sicuro, rispettoso della legalità può essere un modo per migliorare il benessere sociale. E’ importante che la regolamentazione sia valida e capace di adattarsi dinamicamente all’evoluzione del settore”. Il giudizio sul gioco illegale denota una certa indulgenza da parte di molti giocatori: solo 2 italiani su 3 ritengono che si possano avere problemi con la legge, percentuale che scende a 1 su 2 tra i giocatori dei canali illegali.
Ma la tolleranza rispetto ai comportamenti illegali sembra essere in contrasto col percepito generale del gioco fuori legge, che è considerato un problema serio dall’86% degli italiani e persino dal 69% dei giocatori dei canali illegali.
Per il procuratore nazionale antimafia, Federico Cafiero De Raho, è “fondamentale partire da un dato: la criminalità sceglie sempre settori nei quali incorre nel minor rischio”. “I giocatori illegali – ha sottolineato Ilaria Ugenti, corporate reputation leader di Ipsos – sono una fetta importante della popolazione italiana, parliamo di 4,4 milioni di giocatori che non sempre incappano nelle mani dell’illegalità in maniera consapevole”. Il profilo medio del giocatore illegale mostra “una persona colta e ben integrata nel tessuto sociale che vede nel gioco l’occasione di divertimento e svago, è consapevole della gravità del problema, ma non diamo per scontato che sia effettivamente dotato di tutti gli strumenti conoscitivi per poter operare i dovuti distinguo tra canali di gioco illegali e quelli legali”.
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