TAORMINA – Con il dissesto finanziario viene chiesto all’Ente locale di “contribuire” al risanamento attraverso l’adozione di provvedimenti eccezionali. Ed è quello che accadrà anche a Taormina, dove entro fine mese verrà dichiarato il dissesto del Comune.

Tra gli effetti dell’art.244 del Testo unico degli enti locali, infatti c’è l’applicazione dell’art.251 che prevede l’obbligatorietà delle “aliquote e le tariffe di base nella misura massima consentita per le imposte, le tasse locali e le tariffe di spettanza dell’Ente”

L’Ente dissestato è tenuto ad approvare un nuovo bilancio, basato principalmente sull’elevazione delle proprie entrate al livello massimo consentito dalla legge, vale a dire che tutte le tasse comunali (IMU, addizionale comunale, TARSU) saranno aumentate il più possibile fino ad arrivare al tetto massimo consentito dalla legge, basato, inoltre, sul contrasto all’evasione e sul contenimento di tutte le spese.

Spese comunali significa innanzitutto personale, la legge prevede che gli impiegati comunali devono essere nella misura di 1 su 93, pertanto da questa procedura scaturirebbero esuberi di personale che verrebbe posto in mobilità. Nel caso, però, di Taormina il tetto in questione non viene raggiunto e/o superato quindi i livelli occupazionali saranno preservati sia nel caso del Comune che delle partecipate, come nel caso di Asm.

Il comune viene altresì tenuto a contribuire all’onere della liquidazione in particolare con l’alienazione del patrimonio disponibile non strettamente necessario all’esercizio delle funzioni istituzionali, la destinazione degli avanzi di amministrazione dei cinque anni a partire da quello del dissesto e delle entrate straordinarie, la contrazione di un mutuo a carico del proprio bilancio.

L’aspetto più importante e più temuto dai cittadini è quello dell’aumento di tasse e imposte. L’impatto che avrà il dissesto sulle casse dei residenti secondo gli attuali amministratori verrà limitato in quanto – come ha dichiarato l’attuale sindaco di Taormina, Mario Bolognari – “a Taormina le aliquote per le varie imposte sono già da tempo al massimo”. La procedura riguarderà l’Imu, la Tari, l’addizionale comunale all’Irpef, ma anche i suoli pubblici, l’imposta sulla pubblicità e i diritti sulle pubbliche affissioni. Dunque, il dissesto è sinonimo automatico di tasse alle stelle ma a Taormina paradossalmente questa scure si è già abbattuta sulla città prima ancora della delibera che dichiarerà il default: un dissesto “mascherato”, da questo punto di vista, si è consumato da un paio di anni a questa parte, con l’ente locale che aveva già aumentato le imposte al massimo.

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