TAORMINA – A 19 giorni dal termine ultimo per presentare ricorso alla bocciatura del piano di riequilibrio da parte della Corte dei Conti, a Taormina potrebbe esserci un colpo di scena all’orizzonte nelle valutazioni politiche dei vertici di Palazzo dei Giurati. Si è svolto, infatti, nelle scorse ore un summit tra l’Amministrazione ed il gruppo consiliare e al momento prevale un approccio attendista tra le fila del governo cittadino sulla scelta da compiere in oggetto al pronunciamento negativo dato dall’organo di controllo il 25 maggio. Le motivazioni della bocciatura del piano, di cui ha preso visione pochi giorni fa l’ente locale con la relativa pubblicazione del giudizio, non lascerebbero molti margini per contrapporsi e ribaltare la situazione. Al confronto svoltosi a Palazzo dei Giurati c’erano in rappresentanza della maggioranza il sindaco Mario Bolognari, l’assessore al Bilancio, Nunzio Corvaia, la presidente del Consiglio comunale Lucia Gaberscek e il presidente della Prima Commissione Consiliare Salvo Brocato, mentre per l’opposizione erano al tavolo i consiglieri Salvo Cilona, Antonio D’Aveni e Claudio Giardina.

L’Amministrazione, in sostanza, ha espresso l’intenzione, prima di conferire il mandato a dei legali per il ricorso, di voler acquisire dei pareri per verificare quanti margini ci sono per un ricorso e quali siano i precedenti della giurisprudenza in materia. Una posizione prudenziale che, secondo l’opposizione, potrebbe sottintendere la volontà di prendere in considerazione anche l’ipotesi di una rinuncia ad opporsi e quindi di non fare ricorso. Nella maggioranza ci sarebbe la linea di pensiero che il dissesto non sarebbe il peggiore dei mali e chiuderebbe il cerchio sui vecchi debiti e che si potrebbe poi ripartire. Se dovesse essere confermato il giudizio della CdC del 25 maggio scorso il Comune dovrebbe dichiarare il dissesto. A quel punto gli organi politici (sindaco, Giunta e Consiglio) rimarrebbero in carica, mente il Ministero dell’Interno nominerebbe tre commissari ai quali verrebbe dato incarico di occuparsi di andare a risanare il debito da 18 milioni di euro al quale fa riferimento il piano di riequilibrio esitato nel febbraio 2018, nella passata consiliatura.

I tempi per la presentazione di un ricorso sono ormai stretti e ci sarà modo sino al 22 luglio prossimo. Il destino dell’ente si deciderà, insomma, in una estate che a Taormina, dentro e fuori il palazzo comunale, si preannuncia decisamente “torrida” sotto tutti i punti di vista.

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