Pietro D'Agostino

TAORMINA – “La ripartenza necessiterà di pazienza, non si possono tirare le somme adesso ma i segnali incoraggianti ci sono. Siamo partiti in ritardo ma c’è tempo per recuperare. I turisti stranieri stanno tornando a Taormina”. Lo ha dichiarato il presidente dell’Associazione Commercianti Taormina, lo chef stellato Pietro D’Agostino, che così valuta in termini ottimistici questo primo scorcio di stagione estiva nella Perla dello Ionio, dove si sta cercando di mettere in campo il tentativo di rilanciare l’economia della capitale del turismo siciliano, travolta da un anno di pandemia.

“Taormina si sta riempiendo – afferma D’Agostino – e anche gli alberghi stanno lavorando. In questo momento ci sono pareri discordanti, anche giudizi a carattere personale. C’è un movimento piuttosto significativo di prossimità, ed è vero che non c’è molta qualità o non quanta ci si potrebbe aspettare ma vogliamo evidenziare che dagli alberghi stanno arrivando segnali che fanno ben sperare. In questo momento anche nel nostro settore, nella ristorazione, stiamo lavorando al 50% rispetto al 2019. Siamo lontani dai livelli pre-pandemia ma progressivamente i turisti stanno tornando. Il trend è più o meno simile allo scorso anno, con una differenza importante: registriamo già un numero di prenotazioni per settembre e ottobre che è nettamente superiore a quello dell’estate di un anno fa, quando andammo poi incontro ad un autunno in cui tutto si è fermato. Ovviamente speriamo che stavolta le cose vadano diversamente e che le varianti diano tregua e non tornino a condizionare il turismo e l’economia internazionale. Le premesse per avere un buonissimo autunno a Taormina ci sono. Puntiamo forte sul ritorno degli stranieri ma anche la clientela di prossimità va rispettata e tenuta in considerazione”.

D’Agostino fa poi riferimento al ritorno in atto dei turisti americani: “I primi americani sono già arrivati e sono giunti qui dalla California e da New York. Ma da tutta Europa stiamo vedendo anche turisti francesi, tedeschi, maltesi e non mancano gli inglesi. Certamente rimane il fattore di incertezza e qualche preoccupazione legata alle varianti e alla quarantena che è ancora obbligatoria per certi paesi. Il mercato straniero sta ripartendo e da agosto ad ottobre potremo vedere buone percentuali a Taormina”.

Il presidente di Act, tuttavia, avverte: “Non si può prescindere da una programmazione, a partire da settembre bisognerà sedersi e ragionare seriamente, e sottolineo seriamente, sul futuro di Taormina. Sono sempre stato convinto sin da prima della pandemia del “fattore 365″, di una Taormina che possa e debba lavorare per 365 giorni l’anno e ne sono convinto anche adesso. Se ci saranno le condizioni si potrà lavorare almeno sino a dicembre e bisogna cogliere questa opportunità. Ci sono prenotazioni nelle strutture ricettive e per la ristorazione anche su novembre. La Regione, che vuole puntare sul Natale a Taormina, dovrebbe consentire agli operatori del nostro territorio di riempire proprio il mese di novembre. Ci è stato richiesto di dare una mano anche attraverso la previsione di eventi e noi faremo la nostra parte come sempre abbiamo fatto”.

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