Per alcuni sarebbe bastato qualche slogan e qualche effetto speciale per ripartire ma, oltre gli slogan e le chiacchiere, la ripresa del turismo dopo l’emergenza Covid sarà ancora lenta e complicata. L’impatto economico del crollo del turismo dovuto alla pandemia di Coronavirus l’anno scorso anno potrebbe superare i 4.000 miliardi di dollari, secondo un rapporto dell’Unwto e della Conferenza sul commercio e lo sviluppo (UNCTAD). Il turismo ha subito, insomma, non una battuta d’arresto ma uno tsunami, è stato spazzato via da una sorta di “doppia” guerra mondiale, la terza e forse anche la quarta messe insieme, perché un anno di battaglia durissima nel mondo c’è già stato e ora che si pensa sia tutto finito, già si temono nuove ondate. Un virus ha raso al suolo decenni di conquiste e sacrifici dell’industria dell’ospitalità e già incombe il pericolo che si vada verso altre pandemie

“Il turismo è un’ancora di salvezza per milioni di persone. Promuovere la vaccinazione per proteggere le comunità e sostenere il riavvio sicuro del turismo è fondamentale per recuperare posti di lavoro”, ha affermato il segretario generale dell’Unwto Zurab Pololikashvili in una nota.

Lo scoppio della pandemia di coronavirus ha fermato i viaggi aerei internazionali per gran parte dell’anno scorso creando un buco di 2.400 miliardi di dollari nel turismo e nei settori correlati, si sottolinea nel rapporto che prevede una perdita simile quest’anno. a causa di un’iniqua distribuzione dei vaccini anti-Covid-19. Alcuni Paesi infatti hanno vaccinato meno dell’1% della loro popolazione mentre altri hanno superato il 60%. “L’asimmetria delle campagne vaccinali – si legge ancora nel rapporto Onu – amplificherà la botta subita dal turismo nei paesi in via di sviluppo” che hanno già subito i maggiori cali negli arrivi lo scorso anno, stimati tra il 60 e l’80%. Sebbene si prevede che il settore del turismo si riprenda più rapidamente nei paesi con un alti tasso di vaccinazione, come gli Stati Uniti, l’Unwto prevede che il turismo internazionale non tornerà ai livelli pre-pandemia prima del 2023.

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