l'assessore Nunzio Corvaia

TAORMINA – In attesa delle motivazioni della bocciatura del Piano di riequilibrio da parte della Corte dei Conti, il Comune di Taormina prosegue la sua azione finalizzata al risanamento del bilancio di Palazzo dei Giurati e tra i problemi dell’ente rimane soprattutto quello della mancata riscossione delle tasse. Si tratta di un atavico vulnus che si trascina ormai da parecchi anni a questa parte, con tante situazioni pregresse ed ulteriori criticità acuite dalla pandemia. “Stiamo effettuando una ricognizione dettagliata della situazione riguardante il pagamento dei tributi e le somme non corrisposte all’ente, è un lavoro complesso che sta richiedendo un forte impegno da parte degli uffici e che certamente l’Amministrazione ritiene molto importante per poter concretizzare a tutti gli effetti il risanamento del Comune”, ha evidenziato l’assessore al Bilancio, Nunzio Corvaia.

Secondo le stime di Corvaia si tratterebbe di “una somma pari ad almeno 30 milioni di euro circa”, e si stanno anche verificando ulteriori posizioni. Da qui il tentativo dell’Amministrazione del sindaco Mario Bolognari di ottimizzare le attività di riscossione, in un settore le cui carenze sono state a più riprese evidenziate dalla Corte dei Conti, che in diverse occasioni ha chiesto all’ente di migliorare la propria capacità di riscossione. Pesa, tra gli altri, la mancata riscossione, specie negli anni passati, sul fronte del servizio idrico dove si sarebbero accumulate bollette non pagate per oltre 9 milioni di euro. Ad ogni modo il Comune sta provando a recuperare le somme anche attraverso dei piani di rateizzazione del debito da parte del contribuente.

“Stiamo lavorando, insieme agli uffici, nella direzione di accertamenti attraverso una banca dati e quindi sulla possibilità di incrociare i dati dei vari tributi”, ha aggiunto Corvaia. La casa municipale, come detto, sta aspettando in questa fase che vengano pubblicate dalla Corte dei Conti le motivazioni della non approvazione del piano di riequilibrio, bocciato il 25 maggio dopo un contraddittorio tra le parti. Si attende senza perdere il cauto ottimismo di poter ribaltare la situazione e scongiurare il dissesto. L’ente, al momento, ha 18 milioni di euro di liquidità di cassa (di cui 9 mln già impegnati) e ci sono, insomma, i margini per dimostrare che il risanamento è in atto. Il Comune presenterà un ricorso e a quel punto, in base all’esito si deciderà se ci sarà il dissesto o il piano potrà andare avanti.

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