il presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca

“Con gli stranieri il problema è la confusione. Quarantena sì, quarantena no, Sputnik sì, Sputnik no, tampone sì, tampone no. L’ho detto anche al ministro Massimo Garavaglia: è insostenibile il fatto che i tour operator chiamano noi albergatori per sapere come e quando possono venire. Siccome esiste una cosa chiamata Enit, una volta prese delle decisioni chiare, gli uffici dell’Enit sparsi per il mondo devono fare delle conferenze per spiegare tutto”. Lo ha detto il presidente di Federalberghi Bernabò Bocca che poi ha aggiunto: “Demoskopika parla di +15% in più di stranieri ma bisogna vedere rispetto a quando… La situazione nel primo semestre nelle città d’arte non è assolutamente buona (quasi peggio per certi versi del 2020 dove almeno gennaio e febbraio erano stati normali), ci auguriamo in una ripresa tra settembre e ottobre ma per ritornare ai dati pre Covid bisognerà aspettare il 2022”. L’analisi della situazione fatta dal presidente nazionale di Federalberghi interessa da vicino anche la Città di Taormina, capitale del turismo siciliano che nel 2020 ha perso a causa della pandemia il 72% di presenze e la quasi totalità di un mercato fondamentale per le imprese del luogo, un flusso che equivale all’85% dei pernottamenti annuali nelle strutture ricettive ed extra-ricettive del territorio.

“Sia i turisti americani che quelli russi – ha sottolineato Bocca, come evidenziato da TravelNoStop – sono molto importanti per noi perché hanno alta capacità di spesa e sono molto importanti per alcune nostre destinazioni. Però almeno ai russi continuiamo a imporre la quarantena che non c’è se vanno in Grecia, Croazia e Spagna paesi che stanno anche riconoscendo lo Sputnik come vaccino. Quindi si crea una situazione di concorrenza sleale e chiediamo al governo italiano di equipararsi il prima possibile agli altri paesi europei a vocazione turistica. Noi vogliamo russi e americani e loro hanno sempre voluto l’Italia. Se non viene l’americano muore l’albergo ma muoiono anche i ristoranti, i negozi e gli NCC. L’albergo corrisponde al 30-35% della spesa media di un turista alto-spendente. tutto il resto va all’indotto. Per cui noi facciamo il possibile per portare gli americani di cui poi beneficiano tutti, il problema è che ancora sono pochi i voli. Cerchiamo di salvare il 2021 ma siamo necessariamente molto orientati al 2022”.

Per questo secondo Bocca “la decontribuzione è importantissima perché oggi devo avere un vantaggio ad aprire altrimenti conviene stare chiusi. Chiederemo che la decontribuzione che vale fino al 31 dicembre sia estesa anche all’anno prossimo, dobbiamo abbassare il costo del lavoro alle aziende e senza togliere soldi al lavoratore, anche perché siamo già in concorrenza con il Reddito di cittadinanza, se no poi non viene a lavorare più nessuno. A Roma su 1200 alberghi solo 670 sono aperti e di questi molti non superano il 15-20% di occupazione camere quando in un giugno ‘normale’ si arriva all’80%. Il 20% di occupazione è nulla, con tutte le spese di gestione quasi conviene tenerlo chiuso l’albergo. Le destinazioni balneari – ha aggiunto – stanno andando molto bene nel weekend e maluccio a giugno durante la settimana perché anche qui mancano gli stranieri che già in questo mese stavano 7-15 giorni al mare”.

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