Giuseppe Santoro, presidente della Federazione Italiana Pizzaioli

TAORMINA – “La ripartenza del turismo e dell’economia locale sarà ancora lenta. Ho sentito diversi colleghi e tutti confermano che si va verso una stagione da “mordi e fuggi, che poi è già stato il tema dominante anche di quella 2020. Luglio e agosto non possono bastare da soli per porre rimedio ad un anno di crisi. Sicuramente si vedrà qualcosa in più da fine mese ma sempre restrizioni permettendo”. Lo ha dichiarato il presidente della Federazione Italiana Pizzaioli, Giuseppe Santoro che analizza le prospettive per questa estate, soffermandosi in particolare sulla crisi che investe la ristorazione.

“Al momento c’è una timida ripartenza, alcuni hotel stanno riaprendo ma altri sono ancora chiusi – spiega Santoro -. Chi ha aperto ha poche presenze o concentrate nel weekend. Sembra l’anno dello “street food” o del cibo da strada, che in verità non farebbe neanche male riscoprire. Le pizzerie di Giardini e Taormina stanno avendo una ripartenza blanda, i numeri infrasettimanali sono modesti e le attività stanno lavorando soprattutto il sabato e la domenica. Sono, invece, in crescendo le prenotazioni nei B&B, anche per un discorso di costi più accessibili. E’ chiaro che la pandemia ha rivoluzionato tutto, c’è chi ragiona con il “salvadanaio” e chi sta anche cambiando mestiere”.

Fa discutere, soprattutto, la lamentela degli operatori economici, che nonostante la crisi, starebbero avendo in diversi casi difficoltà a trovare addetti ai lavori disponibili e ciò per “colpa” del Reddito di Cittadinanza: “Siamo fanalino di coda in Europa tra i Paesi che non adeguano gli stipendi alla vita reale e qualcosa vorrà pur significare. In hospitality è dura lavorare, non ci sono domeniche, festivi o orari e il più delle volte si viene sottopagati. Per molti lavoratori oggi non ci sono condizioni adeguate, quindi c’è chi preferisce stare a casa e percepire il RdC. Oggi si è ad un bivio e lo Stato dovrebbe fare chiarezza e legiferare sul salario minimo e sui contratti nazionali per la categoria”. 

“Occorre tutelare i diritti dei lavoratori ma anche mettere le aziende nelle condizioni di assumere e mantenere il personale sostenendo tutti gli oneri contributivi e previdenziali. Il peso di tasse svuota le buste paga grava sul datore di lavoro e ha poi come vittima il lavoratore. E normale che un pizzaiolo preferisca andare a lavorare all’estero dove viene pagato bene, riposa due giorni la settimana e ha più tempo per se stesso e per la famiglia. Vale per i camerieri e gli chef e per i pasticcieri ma vale anche oltre il turismo, per l’edilizia e altri comparti produttivi”.

“Sono davvero tante le richieste dalle aziende che mi continuano ad richiedere la disponibilità di colleghi pizzaioli, camerieri, anche semplici lavapiatti o aiuto cuochi – aggiunge Santoro -. Riceviamo richieste da ogni parte del mondo e siamo di fronte ad una crisi senza precedenti. Soltanto nelle ultime 48 ore ho ricevuto più di 7 richieste per pizzaioli e altre per cameriere e lavapiatti. L’ospitalità è ad un punto cruciale e credo che stavolta vinceranno gli operatori del settore”. 

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