TAORMINA – Per la ripresa vera e propria bisognerà attendere il 2022 e i primi segnali importanti lo si vedrà – secondo gli esperti e gli addetti ai lavori – soltanto in autunno ma intanto, grazie alle vaccinazioni, il turismo torna in pista e muove i primi passi verso il tentativo di arginare una crisi epocale e un anno di fatturato zero per tutti gli operatori economici.

Al momento in Italia tra giugno e agosto si prevedono 33 milioni di arrivi e 140 milioni di pernottamenti nelle strutture ricettive ufficiali, con un incremento del +20,8% sul 2020 e un fatturato complessivo di 12,8 miliardi di euro. Una “rimonta” che però non basta a raggiungere i livelli pre-Covid: l’estate 2019, l’ultima prima della pandemia, aveva registrato 73,5 milioni di presenze in più. È quanto emerge dall’indagine previsionale condotta dal Centro Studi Turistici per Assoturismo Confesercenti su 2.185 imprenditori della ricettività.

A segnalare gli andamenti migliori sono gli imprenditori del Sud e delle Isole (+23,9%). Valori più o meno omogenei sono attesi per il Nord Est e il Nord Ovest (rispettivamente +20,5 e +20,1%), mentre per le regioni del Centro la crescita si ferma al +18,6%. A recuperare presenze sono soprattutto le strutture extralberghiere (+21,6%), anche se il comparto alberghiero segue a breve distanza (+20,2%).

Per questa estate – stando alle previsioni di Assoturismo – il recupero della domanda straniera è stimato al +24,1%, per un totale di 34,8 milioni di presenze: circa 6,7 milioni in più rispetto allo scorso anno, ma ancora 65,8 milioni in meno del 2019, quando avevano superato quota 100 milioni. Le presenze italiane previste per questo trimestre estivo, invece, sono 105 milioni (+19,8% sul 2020), oltre tre quarti del totale. Nel complesso il fatturato stimato del periodo sarà di 12,8 mld di euro, di cui il 74% generato dai turisti italiani e il 26% dalla domanda straniera. Una situazione non esattamente ideale per quei territori come Taormina, dove storicamente l’85% dei flussi è sempre stato quello dei turisti stranieri e soltanto il 15% invece dei turisti italiani. Tuttavia, proprio nella scelta della meta estiva per le proprie vacanze gli italiani che resteranno nei confini nazionali guardano al Sud e Taormina è tra le destinazioni più gradite, in primis da regioni come Lombardia e Veneto ma anche dalle regioni del centro Italia come il Lazio.

“Dopo dodici mesi terribili, il turismo italiano vede finalmente segnali concreti di ripartenza. Ma è una ripartenza ancora lenta, soprattutto dal punto di vista della domanda straniera, che non basterà a recuperare quanto perso con la pandemia – commenta Vittorio Messina, presidente nazionale di Assoturismo Confesercenti – L’auspicio è che il consuntivo di fine estate ci consegni risultati migliori grazie al passaporto sanitario europeo; ma è evidente che la riapertura tardiva del turismo italiano ha pesato sulla ripartenza: l’incertezza su date e coprifuoco ha dirottato molti viaggiatori stranieri verso altri paesi. È la conferma che per ripartire non basta riaprire: c’è bisogno di un piano di rilancio e promozione della destinazione Italia soprattutto presso i mercati esteri”.

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