TAORMINA – Il destino del Comune di Taormina si deciderà entro i prossimi due mesi. La casa municipale si sta preparando infatti a presentare il ricorso da presentare in opposizione all’avvenuta bocciatura del Piano di riequilibrio decisa dalla Corte dei Conti a seguito del contraddittorio di martedì scorso. L’ente locale avrà 60 giorni di tempo per presentare il ricorso, e a quel punto l’organo di controllo valuterà se accogliere (in sede collegiale) l’istanza della Perla dello Ionio.

Se verrà confermata la bocciatura del piano, a quel punto si renderà obbligatoria la dichiarazione di dissesto finanziario, e verranno nominati tre commissari (rimarrebbero comunque in carica il sindaco, la Giunta e il Consiglio); diversamente ci sarà l’opportunità di dimostrare la sostenibilità dell’iter con il quale la casa municipale punta al risanamento di 18 milioni e 429 mila euro di debiti.

“Nel contraddittorio c’è stato un atteggiamento di grande rispetto e ascolto da parte della Corte dei Conti verso le nostre istanze – ha riferito al Consiglio comunale il sindaco Mario Bolognari -. Con i legali ai quali affideremo la stesura del ricorso cercheremo adesso di trovare nelle motivazioni quelle possibilità che ci consentano di ribaltare questa decisione. Per i revisori quel piano è sostenibile e ne siamo ancora adesso convinti. Posso rivelare che mi sono permesso di fare un appello alla Corte e una cosa sono le ragioni procedurali, giuridiche, che ovviamente da sindaci e amministratore non sono in condizione di valutare serenamente essendo di parte, ma un alto discorso è la sostenibilità. Non si può immaginare che una città come Taormina, con il turismo che abbiamo e con l’industria ricettiva che c’è in questo territorio, possa andare al dissesto e il dissesto dovesse arrivare dovrà essere spiegato bene ai nostri cittadini, evidenziando che lo sforzo per portare avanti le attività viene fatto con un calcolo positivo delle possibilità che questo territorio offre”.

Nel frattempo il Consiglio comunale, presieduto da Lucia Gaberscek, ha approvato nelle scorse ore il rendiconto 2019 e con questa delibera l’ente potrebbe recuperare ulteriori fondi che sinora erano stati congelati dal Ministero dell’Interno (circa 4 milioni e 100 mila euro) che sono rimasti al Viminale in attesa dell’approvazione da parte dell’ente locale taorminese dei vari esercizi finanziari riguardanti precedenti annualità.

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