Asm Taormina

TAORMINA – I lavoratori di Asm Taormina scrivono al Prefetto di Messina e portano, dunque, in Prefettura la querelle che si è riaccesa tra il Comune e l’azienda sulle spettanze dovute dall’ente locale alla municipalizzata, con i riverberi in termini di incertezza sul futuro dell’ente di contrada Lumbi, alle prese con una fase di crisi economica innescata dalla pandemia e dal conseguente crollo degli introiti.

Da qui l’iniziativa dei sindacati dei lavoratori che hanno inviato una nota al Prefetto, Sua Eccellenza Cosima Di Stani e alla Commissione di Garanzia Attuazione delle Leggi sullo Sciopero Servizi Pubblici Essenziali e al liquidatore di Asm, Antonio Fiumefreddo, informando anche il sindaco di Taormina, Mario Bolognari e il presidente del Consiglio, Lucia Gaberscek, i componenti della Giunta e del Consiglio comunale. Segreterie provinciali ed Rsa di FILT-CGIL, FIT-CISL, UILTRASPORTI, FAISA-CISAL e UGL AUTOFERRO hanno redatto e trasmesso al Prefetto una nota avente ad oggetto: ”Procedure di raffreddamento e conciliazione in conformità con quanto disposto in applicazione della Legge 14/90, così come modificata dalla Legge 83/2000, art.2., comma 2 e successive alla proclamazione stato di agitazione Sindacale personale ASM di Taormina”. Proprio nella giornata di ieri, tra l’altro, è scattata la sospensione dei servizi resi al Comune, disposta da Asm che, in sostanza, ha aperto la crisi tra Comune e l’azienda. Il Comune ha liquidato due pagamenti entrambi dell’importo di 100 mila euro ma Asm ritiene che la cifra non sia sufficiente.

“Manifestiamo – scrivono i sindacati – la crisi finanziaria che attanaglia ormai da parecchio tempo l’Azienda visto “il protrarsi della condizione emergenziale e del prolungarsi della mancata erogazione di fondi da parte del Comune” che ha indotto lo stesso liquidatore a sospendere a partire dalle ore 24 del 26 maggio i servizi erogati al Comune riguardanti scuolabus, manutenzione acquedotto, manutenzione pubblica illuminazione e la riduzione, come consentito dalla Legge, delle linee di trasporto urbano e la sospensione del servizio navetta per le frazioni, con i risvolti dell’interruzione di tutti i rapporti di lavoro interinale interessati.

“Inoltre – continuano i sindacati -, si apprende che considerata la crisi finanziaria dell’Asm, aggravata dalla crisi pandemica che ha di fatto ridotto del 50% gli introiti della municipalizzata, la stessa non è più in grado di garantire non solo i pagamenti degli stipendi ai lavoratori dipendenti ma anche gli acquisti di beni e forniture primarie per lo svolgimento dei servizi e delle attività quotidiane (cloro, carburante, pagamenti bollette energia elettrica, utenze telefoniche, etc.). Questa situazione è dovuta alla mancanza da parte del Comune del rispetto dell’accordo firmato tra lo stesso ed ASM in data 28/05/2020 in cui entrambi gli Enti si impegnavano a sottoscrivere una transazione relativa al dare-avere a favore di ASM per 2 milioni e 400 mila euro frutto dei mancati pagamenti dei servizi resi nel periodo 2010-2019, aggiungendo in una seconda fase anche il 2020, pur mantenendo lo stesso importo. Malgrado tale sacrificio da parte di ASM, il Comune ad oggi non ha rispettato l’impegno preso lasciando l’Azienda ed i lavoratori al proprio destino, costringendo dunque il Liquidatore ad intraprendere le azioni riportate nella nota”.

“Fino ad oggi – conclude il documento – a subire le conseguenze più gravi di questa situazione sono stati solo i lavoratori dipendenti che da più di un anno sono stati posti in Cassa Integrazione per ben tre volte in attesa che il Comune si facesse carico di sanare al più presto la situazione debitoria. Cosa che a tutt’oggi non è avvenuta. I lavoratori, stanchi e preoccupati del perdurare di questa condizione (anche perché l’Azienda è stata messa in liquidazione dal Consiglio comunale il 22 settembre 2011) sono costretti a manifestare il proprio dissenso e chiedere contestualmente un incontro urgente con il Prefetto per espletare il tentativo di conciliazione con le parti in causa al fine di evitare ripercussioni sui servizi erogati all’utenza, risolvere il prima possibile la gravissima situazione finanziaria in cui si trova l’azienda e di conseguenza per il destino incerto di 50 lavoratori e delle loro famiglie”.

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