crocieristi a Taormina

TAORMINA – “Vorremmo immaginare una stagione di rilancio ma in questo momento possiamo soltanto parlare di speranza in una realtà che appare difficile e dentro una crisi che non sappiamo quando finirà”. Lo ha dichiarato il presidente dell’Associazione Imprenditori per Taormina, Carmelo Pintaudi che così fa il punto della situazione dopo le prime giornate di riapertura delle attività dopo il recente ritorno della Sicilia in zona gialla e conferma la prospettiva nella Perla dello Jonio di un’altra estate all’insegna del turismo di prossimità. “La gente inizia ad uscire e a muoversi, ci auguriamo che le persone possano anche riprendere al più presto a viaggiare in termini di flussi significativi – afferma Pintaudi – ma la verità è che in questo momento prevale l’incertezza del presente e la paura per il futuro. La parola di ordine e: la speranza ma la preoccupazione e’ innegabile. Sarà già un traguardo se riusciremo a ripetere l’estate 2020. Sarà una ripartenza lenta e dai primi di luglio si inizierà a vedere qualcosa’.

Pintaudi si sofferma poi sullo slogan Covid free del quale si parla in varie località: “E’ un’espressione che non va utilizzata. In questo momento nessuna destinazione può definirsi Covid free. Bisogna semmai presentare la nostra città bene in termini sanitari e dire che qui è stato aperto un hub per incrementare le vaccinazioni e c’è un ospedale con vari reparti di eccellenza. La ripartenza del turismo passa anche e soprattutto da questo aspetto”. Intanto, nonostante diversi mesi di fatturato zero rimane irrisolta la questione degli affitti per le attività commerciali: “A Taormina i prezzi non sono stati calmierati. Qualche esempio di buon senso c’è stato ma non basta”.

Poi la crisi della ristorazione: “Il turismo di prossimità non può bastare. Taormina vive di turismo straniero e senza gli stranieri si è perso l’85% del totale delle presenze. Rimane un 15% di italiani ma dovremmo riusciremo ad arrivare almeno al 30% di presenze italiane per recuperare quel 10/15% che possa darci ossigeno”.

Il presidente di Aipt fa una importante riflessione anche sulla questione occupazionale: “Noi che siamo produttori di lavoro, paradossalmente fatichiamo in questo momento a trovare dei collaboratori. La gente teme di perdere le tutele sociali che lo Stato gli dà, come il reddito di cittadinanza”. Infine la polemica sulle crociere: “Lo shopping deve essere libero. Non possono esserci delle liste di “proscrizione” su alcune attività dove fare acquisti e altre no. I protocolli vanno fatti con gli attori del territorio e non imposti dalle compagnie. Attenzione ai “predatori” commerciali, che nei momenti di crisi speculano. Bisogna avere rispetto per una città che si è costruita una immagine e ha una storia. Non può prevalere il modus operandi di chi viene da fuori a proporre logiche che non rientrano nei canoni tradizionali del commercio”.

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