TAORMINA – La Città di Taormina, alla presenza di una folla commossa, ha dato il suo addio nelle scorse ore a Carmelo Cascino, valoroso carabiniere ma soprattutto ragazzo amato da un’intera comunità. Un lungo applauso ha salutato uno dei figli prediletti di Taormina, che questo affetto se lo era conquistato e meritato. Carmelo si è spento prematuramente all’età di 46 anni. Da tempo lottava contro un perfido nemico ma lo ha affrontato a testa alta sino ai suoi ultimi istanti, con tanta dignità, senza mai perdere il suo sorriso e la sua gentilezza.

Il tempo è una clessidra che poco a poco spegne la trama della vita ma un destino amaro e beffardo non farà tramontare il ricordo di Carmelo e la dimensione esemplare che ha saputo dare agli anni della sua parabola terrena. Carmelo Cascino è un taorminese che si è meritato, con il suo modo di essere e di fare, la stima di tutti. Rimarrà per sempre nel cuore e nei pensieri della famiglia, dei colleghi e dei tanti amici che hanno conosciuto ed apprezzato una persona di eccezionali valori umani, sempre al servizio degli altri e con un innato senso del dovere e delle Istituzioni. Si è dimostrato un carabiniere encomiabile come il papà, il sottotenente Ignazio Cascino (presidente Associazione Nazionale Carabinieri – sezione di Taormina).

Nel 2017 Carmelo Cascino era stato premiato dal Comune di Taormina, per avere dato assistenza presso il Campo Sommati, frazione di Amatrice, ai cittadini vittime del terremoto. In quella occasione ha voluto ricordare così la sua esperienza al servizio della popolazione laziale colpita dal sisma, ed è un racconto che in modo semplice ma profondo mostra la toccante generosità di questo eroe silenzioso dal volto gentile. Ci sono vite che finiscono troppo in fretta ma storie che non muoiono mai. Come quella di Carmelo, un altro angelo che da questo momento si consegna all’eternità e vivrà lassù, in quel lembo di cielo dedicato ai figli di Taormina.

“Sono stato nella zona di Amatrice, come volontario di Protezione Civile senza percepire nessuno rimborso economico. Anche le spese di viaggio sono state a mio carico, ma l’ho fatto con tutto il cuore per aiutare una popolazione colpita terribilmente da questa tragedia. Io mi sono occupato della direzione del campo, ovvero provvedevo ad organizzare le visite mediche dei terremotati, a gestire i momenti di ristoro e alla sistemazione degli alloggi. In poche parole, tutto quello che succede in un campo di accoglienza. Ricordo ancora il momento della partenza da Taormina. Il 24 agosto dello scorso anno, in piena notte, mi è arrivata una email poche righe, dove venivano richieste la mia presenza e la mia professionalità. Ho preparato subito lo zaino e dentro ho messo tutto l’amore che si può dare in questi casi, salutando nel frattempo mio figlio. Sono arrivato a destinazione e persone mai viste prima mi hanno abbracciato come se mi conoscessero da sempre. In terra laziale ho lavorato sino a 20 ore al giorno, ma non ho mai sentito la stanchezza. Il motto dell’Arma dei Carabinieri è: “Tra la gente, per la gente”. Ed io sono orgoglioso di indossare questa divisa”.

Ciao Carmelo, Dio ti accompagni lassù. R.I.P. 

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