TAORMINA – Il Comune di Taormina affida il proprio destino a tre pagine e 70 righe complessive di controdeduzioni trasmesse alla Corte dei Conti in vista del contraddittorio del 25 maggio che potrebbe risultare decisivo per le valutazioni finali dell’organo di controllo, che si appresta a decidere se approvare o bocciare il piano di riequilibrio presentato dall’ente nel 2018. La casa municipale ha scelto dunque di rispondere con un documento sintetico all’ordinanza presidenziale del 3 maggio scorso con la quale sono stati chiesti ulteriori chiarimenti sullo stato delle finanze di Palazzo dei Giurati e sulla sostenibilità del piano. Nel confronto del 25 maggio si affronteranno quindi “i numerosi profili di criticità” (così li ha definiti anche il Ministero dell’Interno) che rischiano di spingere il Comune nel baratro di una tenuta bocciatura del piano che di conseguenza determinerebbe il dissesto dell’ente. Il Comune conclude la sua relazione “auspicando che i chiarimenti siano stati esaustivi”.

In premessa si affronta la questione dei vari pareri negativi dati dai precedenti revisori dei conti del Comune su alcuni bilanci: “In riferimento ai pareri non favorevoli espressi dal Collegio dei Revisori dei Conti sul Dup 2019-21, sul bilancio di previsione 2019-21, sul Dup 2018-20, sul Bilancio di previsione 2018-20 e sui rendiconti 2016-17-18 – si legge nella nota – i rilievi mossi dall’organo di revisione sono stati debitamente confutati tramite apposite relazioni sottoscritte dal responsabile di Area Economico Finanziaria, fatte proprie dal Consiglio comunale in sede di approvazione dei documenti contabili”.

“Sullo scostamento temporale tra la durata del piano di riequilibrio ed il più ampio ripiano dell’indebitamento, scaturente dalla contrazione del mutuo con la Cassa Depositi e Prestiti – prosegue il documento -, si ritiene di aver dimostrato il permanere degli equilibri di bilancio per l’intera durata del piano, gli stessi equilibri permarranno anche negli anni successivi, soprattutto nella considerazione che i futuri bilanci comunali non saranno più gravati delle quote di copertura dei debiti fuori bilancio finanziati dalle entrate correnti”.

“Relativamente alla adesione da parte dei creditori si evidenzia che agli atti non sono stati i relativi accordi riportanti i piani di rateizzazione pluriennali delle relative passività da pagare a decorrere dall’esercizio finanziario 2018. Ciò impedisce di fatto la individuazione dei debiti fa riconoscere, cui dare copertura in conformità agli importi annuali previsti nel medesimo piano di riequilibrio”.

“L’eventuale approvazione del piano di riequilibrio da parte della Corte dei Conti comporterà in maniera del tutto irrituale l’inoltro a tutti i creditori dell’ente delle nuove proposte di accordi transattivi, ai fini dell’accettazione delle stesse, condizione indispensabile per verificare ed assicurare la sostenibilità della manovra di risanamento finanziaria pluriennale. Così come, solo a seguito di tale approvazione, sarà possibile riconoscere i debiti fuori bilancio previsti nel piano, da finanziare mediante ricorso all’indebitamento, e conseguentemente richiedere a Cassa Depositi e Prestiti l’erogazione del relativo mutuo, dopo aver ottenuto formalmente l’ammissibilità da parte dell’istituto di credito”.

Infine il capitolo delle tasse: “Sulla riscossione delle entrate si evidenzia che al fine di migliorare la capacità di riscuotere le entrate proprie, il Consiglio comunale con delibera dell’11 maggio scorso ha approvato l’esternalizzazione per cinque anni del servizio di riscossione coattiva delle entrate tributarie e patrimoniali dell’ente”.

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