TAORMINA – A poche ore dalla scadenza del termine ultimo (14 maggio) concesso dalla Corte dei Conti per le controdeduzioni sul piano di riequilibrio, arriva l’ok del Consiglio comunale di Taormina alla mossa con la quale il Comune di Taormina prova in extremis a scongiurare la bocciatura del piano e lo spettro incombente del dissesto finanziario. Nel corso della seduta convocata d’urgenza dalla presidente Lucia Gaberscek la maggioranza ha votato, infatti, favorevolmente la proposta di delibera che prevede l’affidamento in concessione per 5 anni del servizio di riscossione coattiva delle entrate tributarie ed extra-tributarie. L’atto di indirizzo esitato prevede anche il “supporto alla gestione della riscossione volontaria delle entrate tributarie ed extra-tributarie del Comune”.

Si tenta così di lanciare un segnale alla Corte dei Conti e al Ministero degli Interni sulla volontà di incrementare la riscossione e invertire un trend che da parecchi anni a questa parte ha visto l’ente locale accumulare la cifra esorbitante di circa 21 milioni di euro che al momento non sono stati ancora introitati sui vari tributi di Palazzo dei Giurati. Eloquente appare, ad esempio, la situazione del servizio idrico, dove si sarebbe determinata, negli anni, una mancata riscossione pari a circa 10 milioni di euro. Su questa proposta di delibera adesso ha votato contro, invece, l’opposizione, che, non fa mistero di una forte preoccupazione su quello che potrà essere l’esito del contraddittorio del 25 maggio con la Corte dei Conti. Dopo quel confronto potrebbe anche esserci un secondo, ulteriore e conclusivo, contraddittorio sempre tra il Comune e l’organo di controllo (sezione Sicilia) ma il timore tra i banchi della minoranza (e non solo) è che la bocciatura del piano di riequilibrio possa essere, a questo punto, una prospettiva più che concreta. Se dovesse materializzarsi tale scenario, il Comune avrebbe 60 giorni di tempo poi per fare ricorso ma i “numerosi profili di criticità” riscontrati sia dalla CdC che dal Ministero sembrano una spada di Damocle sul destino dell’ente locale.

Il placet del Consiglio comunale all’esternalizzazione della riscossione coattiva dei tributi è, comunque, il primo passo di un iter che dovrà poi tornare in aula consiliare quando sarà pronta la proposta di bando di gara. La strategia dell’Amministrazione, in sostanza, appare quella di lanciare un segnale immediato alla Corte dei Conti, sapendo comunque che questa soluzione riguardante le attività di riscossione potrà essere operativa poi nell’arco di un anno circa, tenendo conto dei tempi di stesura, approvazione ed espletamento del bando di gara. Il tutto riguarderà Cosap; sanzioni codice della strada, imposta di soggiorno, servizio idrico; Tari; Imu-Tasi e imposta pubblicità.

La speranza è che la Corte dei Conti possa valutare questa delibera come un atto a conferma della volontà del Comune di Taormina di rendere concretamente sostenibile il piano di rientro del debito da 18 milioni e 400 mila euro riguardante l’iter pluriennale di riequilibrio economico dell’ente.

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