TAORMINA – “La pandemia non è finita ma bisogna essere ottimisti e guardare già a questa stagione estiva con ottimismo. Taormina ha tutte le carte in regola per superare la crisi. In fondo al tunnel si intravede una luce”. Lo ha dichiarato Isabella Bambara, stimata imprenditrice taorminese, proprietaria del gruppo Gais Hotels di cui fanno parte l’Hotel Diodoro, l’Hotel Caparena, l’Hotel Isabella e Villa Giulia.

Isabella Bambara, insieme al marito Sebastiano De Luca e ai figli Sergio e Stefania porta avanti da tanti anni una catena alberghiera che rappresenta un simbolo dell’hotellerie taorminese di alta qualità, un’azienda leader nel settore dell’ospitalità che è pronta ad affrontare la crisi globale e vuole dare il proprio contributo alla rinascita di Taormina.

“Si dice da più parti che questa estate sarà una stagione fotocopia di quella passata ma io credo invece che stiamo andando incontro ad una stagione estiva che potrà dare maggiori soddisfazioni rispetto a quella 2020. E’ del tutto evidente che siamo ancora dentro una pandemia e bisogna tenere conto delle molteplici dinamiche che al momento non consentono ancora un ritorno alla piena normalità. Chi governa deve fare la sua parte, e questo vale sia per l’Italia che per l’Europa, ma un fattore certamente confortante e di cui bisogna tenere conto è la straordinaria voglia collettiva di riprendersi la vita, il desiderio di libertà che accomuna tanta gente. Le persone non vedono l’ora di tornare a viaggiare e visitare i luoghi, soprattutto quelli incantevoli come la nostra Taormina”.

“Per quanto riguarda le nostre strutture, l’Hotel Diodoro non ha mai chiuso e l’Hotel Caparena, invece, riaprirà venerdì 14 maggio. E’ un segnale di forza, coraggio e allegria. Non abbiamo ancora potuto riassumere tutto il personale, ma il nostro gruppo ha un “esercito” di dipendenti, che per noi sono parte integrante di una grande famiglia, collaboratori che cercheremo di far lavorare anche perché hanno sempre dato un apporto fondamentale ai nostri alberghi e si tratta di famiglie alle quali siamo molto legati”.

Intanto arrivano i primi segnali confortanti dalle prenotazioni: “Tra le prenotazioni che stiamo ricevendo c’è una clientela che ha scelto di concedersi lunghi soggiorni di una settimana e anche di due. La gente è stanca di restare in casa. Anche alcuni gruppi stranieri che avevano già prenotato in precedenza sperano di poterci raggiungere anche più avanti ma non intendono rinunciare alla loro vacanza a Taormina. Tra un paio di settimane si aprirà tutto, soprattutto con il preventivabile passaggio della Sicilia da zona arancione a zona gialla, e diventeranno certamente più significativi i flussi ricettivi diretti nel nostro territorio”.

“E’ chiaro che, anche per questo, bisogna farsi trovare pronti a questa grande sfida epocale. Noi, per quanto concerne gli aspetti dell’emergenza sanitaria, già un anno fa abbiamo convocato delle riunioni con esperti e tecnici della sanità, effettuando dei sopralluoghi accurati ed è stato predisposto un piano dettagliato, con uno studio dei percorsi e degli ambienti per garantire la permanenza in sicurezza dei turisti nei nostri alberghi. Abbiamo incaricato una parte del personale per il rispetto di queste norme, integrando così ulteriori disposizioni e tenendo conto delle disposizioni che vengono date in ambito nazionale”.

Il rebus di questa stagione estiva, come nel 2020, è ancora quello del turismo straniero, la possibilità (o impossibilità) per i turisti di arrivare dall’estero nel nostro territorio. Ma qualcosa, come detto, inizia a muoversi: “I segnali confortanti arrivano dall’Inghilterra, dalla Francia e da altri mercati come il Lussemburgo. A fine estate o più probabilmente in autunno rivedremo qui anche i turisti americani”.

una splendida immagine dell’Hotel Diodoro

A questo punto, oggi più che mai, per Taormina la sfida diventa quella di andare oltre l’estate e allungare la stagione: “La stagionalità si può e si deve superare. Lo sostengo da sempre, da tanto tempo prima che ci fosse l’avvento di questa pandemia. Questa crisi ci impone, per forza di cose, di tornare alla stagione lunga e bisogna prepararsi e farsi trovare pronti a questa prospettiva ineludibile. Ognuno di noi deve inventare di tutto e fare di più per consentire questa svolta.

“L’arrivo in città di un gigante come Four Seasons avrà un impatto importante e stimolerà un innalzamento dei livelli dell’offerta, verso una qualità più alta. Si potrà migliorare la proposta complessiva ai visitatori ma sarà Taormina che si dovrà rimboccare le maniche e che dovrà adeguarsi in termini di offerta e servizi. Four Seasons può rappresentare un valore aggiunto ma tutti dovranno fare la propria parte per favorire questa opportunità di cambiamento”.

Infine la richiesta (del tutto condivisibile) di un’accelerazione nelle operazioni vaccinali, con il centro operativo allestito al Lumbi già pronto ma ancora in attesa dell’apertura: “Stanno vaccinando le isole minori e a Taormina c’è invece una fase di impasse sull’avvio del Covid Hub e della vaccinazione di massa. Mi viene in mente un libro di Totò Roccuzzo, “Taormina l’isola nel cielo”. Non sarebbe il caso di vaccinare anche Taormina e renderla Covid free come le Isole Eolie? Serve un cambio di passo per la Città di Taormina e lo chiediamo al presidente della Regione, Nello Musumeci. Bisogna vaccinare tutti e rendere Taormina pronta a riprendersi al più presto il ruolo, che le compete, di una delle capitali internazionali del turismo”.

 

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