TORINO (ITALPRESS) – La Fondazione Torino Musei, con il patrocinio della Fabbrica di San Pietro in Vaticano e dell’Arcidiocesi di Torino, dal 14 maggio al 20 luglio 2021 presenta, nella Corte Medievale di Palazzo Madama, il dipinto La Madonna delle Partorienti di Antoniazzo Romano (ultimo decennio del XV secolo). L’opera viene esposta in anteprima assoluta al pubblico dopo un lungo e complesso restauro, promosso dalla Fabbrica di San Pietro con il sostegno di Fideuram – Intesa Sanpaolo Private Banking. La mostra, occasione unica e irripetibile per ammirare il prezioso dipinto, prima di fare rientro definitivo nelle Sacre Grotte della Basilica vaticana, è realizzata con il sostegno di Reale Mutua. “Per la prima volta la Madonna delle Partorienti, venerata da oltre cinque secoli nella Basilica di San Pietro, lascia il Vaticano per essere presentata a Torino in una mostra che ne racconta la secolare storia e il restauro. Vi giunge – non per caso – nel mese mariano, per portare conforto in questo tempo di pandemia e speranza per giorni meno difficili e più sereni”. Con queste parole del cardinale Mauro Gambetti, Arciprete della Papale Basilica Vaticana, il visitatore viene introdotto nella sede espositiva di Palazzo Madama a Torino per ammirare il restaurato dipinto mariano. “Nel mese di maggio del 2018, per amabile concessione della Fabbrica di San Pietro in Vaticano – afferma Maurizio Cibrario, presidente Fondazione Torino Musei – esponemmo a Palazzo Madama la Madonna di Scossacavalli, tavola devozionale cinquecentesca dispensatrice di grazie e di soccorso alla popolazione romana nei momenti più bui della Storia. Continua la collaborazione con la Fabbrica di San Pietro in Vaticano, iniziata con il cardinale Angelo Comastri, e che ora prosegue con il nuovo Arciprete della Papale Basilica Vaticana, il cardinale Mauro Gambetti. Dopo un accurato restauro sostenuto da Fideuram del Gruppo Intesa Sanpaolo, presentiamo ora nella Corte Medievale di Palazzo Madama la pala d’altare la “Madonna delle Partorienti”, veneratissimo affresco delle Grotte Vaticane, già presente nella vecchia basilica costantiniana di San Pietro. A parte la dimensione storica del lacerto di notevole rilievo, vengono in considerazione le pregevoli qualità pittoriche, dovute ad Antoniazzo Romano (1435-1508) e alla sua bottega. E’ costui un artista ben conosciuto a Torino, a lui si deve infatti il dipinto della Madonna della Consolata, protettrice dal 1700 della Città di Torino, quando i Duchi di Savoia l’affidarono al culto mariano. Nel periodo pandemico di tristezza e di morte in cui viviamo, la “Madonna delle Partorienti” rappresenta un inno alla vita che continua, alla speranza di un futuro migliore, che infonde coraggio in chi, con fede, la contempla. La Fondazione Torino Musei è lieta di consentire ai propri concittadini di ammirare un dipinto che, nella sua storia, non ha mai lasciato la Basilica Vaticana e che offre un’immagine di grande impatto
devozionale, in un affresco ricco di memoria storica e di pregevole fattura artistica. Un vivo ringraziamento per il Patrocinio concesso all’ostensione dalla Fabbrica di San Pietro in Vaticano e dalla Arcidiocesi di Torino”.
Una Madonna “piena di grazia” che sostiene teneramente il Bambino Gesù, accostandolo a sè. I due volti, dipinti con sapienza e perizia, hanno una straordinaria forza espressiva: l’amorevole sguardo della Madre Celeste, serenamente diretto verso i fedeli, invita alla preghiera in un raccolto e silenzioso dialogo; quello del Figlio sembra invece estendersi all’intera umanità in un simbolico abbraccio. Un affresco – o meglio un frammento di affresco – di grande importanza per Fede e Arte. Realizzato da Antoniazzo Romano (1435-1508) alla vigilia del Giubileo del 1500, si trovava in origine nel transetto meridionale della vecchia basilica, sopra l’altare della cappella Orsini. Durante i lavori per la costruzione del nuovo San Pietro, fu staccato dalla parete e nel 1574 fu collocato in una nicchia dietro un altare a ridosso del muro che divideva l’antica chiesa dal cantiere del nuovo San Pietro. Qui continuò a raccogliere la devozione dei fedeli e, soprattutto, delle donne in attesa del parto. Rimosso anche da questo luogo nel 1605, venne poi portato nelle Grotte Vaticane e nel 1616 trovò definitiva collocazione in una cappella appositamente ricavata sotto il pavimento della basilica. Il catalogo della mostra a cura di Simona Turriziani e Pietro Zander, edito da Sagep Editori, è illustrato con fotografie e racconta la secolare storia e il restauro di questa straordinaria immagine mariana, che la professoressa Anna Cavallaro ha confermato essere stata realizzata dal celebre pittore Antoniazzo Romano nell’ultimo decennio del XV secolo.
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