Palazzo dei Giurati, sede del Municipio di Taormina

TAORMINA – La casa municipale prova a fare quadrato, oltre i colori politici, per allontanare la “spada di Damocle” del dissesto finanziario. Si è svolto, infatti, un incontro tra il sindaco Mario Bolognari e l’opposizione consiliare per trovare delle convergenze nella linea da portare avanti sulle controdeduzioni che dovranno essere presentate entro il 14 maggio alla Corte dei Conti sul piano di riequilibrio. L’organo di controllo ha individuato “numerosi profili di criticità”, e sulla stessa linea si era già dichiarato in precedenza anche il Ministero dell’Interno.

Si punta a dimostrare la sostenibilità del piano che a suo tempo ha previsto la volontà di ripianare il debito da 18 milioni e 400 mila euro. Adesso la Giunta ha inteso colloquiare con i consiglieri comunali di minoranza per arrivare a delle posizioni condivise sulla strategia finalizzata a convincere la Corte dei Conti a non bocciare il piano di riequilibrio. Nel corso dell’incontro avvenuto venerdì scorso, il primo cittadino ha rimarcato che si stanno portando avanti tutte le azioni necessarie a dimostrare l’azione di riequilibrio già in atto, i consiglieri di opposizione a loro volta hanno chiesto che si faccia tutto il possibile per dare delle valide risposte alla Corte dei Conti e quindi per evitare il dissesto. Tra l’altro tra le forze di opposizione ci sono esponenti dell’ex Amministrazione (l’allora maggioranza del sindaco Eligio Giardina) che, nella passata consiliatura, presentò il piano di riequilibrio votato dal Civico consesso nel febbraio 2018.

L’Amministrazione sta preparando il relativo dossier da presentare entro la giornata di venerdì prossimo. La convinzione è che si possa tentare di evitare in extremis la scure di una bocciatura che decreterebbe, di fatto, il dissesto del Comune di Taormina. Si spera, in particolare, di convincere la Corte dei Conti su alcuni aspetti, come quello delle partecipate, dove al momento i bilanci di Asm non sono stati approvati in Consiglio ma l’azienda ha comunque avviato già nei mesi scorsi la revisione degli esercizi dell’ultimo decennio ed in particolare c’è ora da dirimere la “patata bollente” del dare-avere tra Comune e azienda. Ad oggi il Comune ha una liquidità di cassa di quasi 15 milioni che potrebbe rappresentare un segnale importante per dimostrare che ci sia in atto un’inversione di tendenza.

C’è poi la questione dell’atavica criticità posta dall’organo di controllo sulla capacità di riscossione dell’ente. Al di là di un anno evidentemente particolare, flagellato ovunque dalla pandemia, il Comune punta a rimarcare che sono state comunque avviati dei piano di rateizzazione, già prima dell’emergenza sanitaria, con diversi contribuenti e sono stati anche previsti alcuni provvedimenti ai quali potrebbe presto aggiungersi l’esternalizzazione della riscossione coattiva dei tributi. A tal proposito si è stimato una cifra pari a circa 21 milioni potenziali da introitare ma di cui l’ente spera almeno di poterne recuperare 8 milioni. Ma rimangono anche altri nodi, tra cui in particolare i debiti fuori bilancio da approvare e i mancati accordi con alcuni creditori nel contenzioso.

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