Dopo un anno di paralisi totale nel settore, riprende il traffico crocieristico in Sicilia. Siamo ancora ai primi passi ma qualcosa si muove. La Seaside della compagnia Msc ha attraccato qualche giorno fa al porto di Siracusa e intanto Costa Crociere ritorna nel porto di Messina con Costa Smeralda, la prima nave della compagnia italiana a riprendere a operare nel 2021. La questione interessa da vicino anche Taormina che dal 2020 in poi ha visto sfumare un movimento annuale, legato al turismo di bus crociera, di oltre 30 mila persone che raggiungevano solitamente la città e di cui ad ora non c’è più traccia per effetto della pandemia e dello tsunami che ha investito il turismo.

L’ammiraglia Costa è arrivata da Napoli, nell’ambito di un itinerario tutto italiano che visiterà anche Cagliari, Civitavecchia, La Spezia e Savona. Sarà a Messina da questo momento ogni settimana, sempre il martedì, sino a fine giugno, per un totale di 9 scali. Dall’8 luglio, al posto di Costa Smeralda, arriverà Costa Firenze, la nuova nave ispirata al Rinascimento fiorentino, che visiterà a Messina quattro volte, due a luglio e due a settembre, il giovedì, proponendo un itinerario di una settimana, sempre in Italia.

L’occasione del ritorno di Costa Smeralda a Messina, avvenuta qualche giorno fa, è stata festeggiata a bordo della nave, alla presenza del direttore generale di Costa Crociere, Mario Zanetti, insieme al presidente dell’Autorità di Sistema Portuale dello Stretto, Mario Paolo Mega, al sindaco della Città di Messina, Cateno De Luca.

“È una grande emozione per noi tornare nel porto di Messina nel viaggio della nostra ripartenza. Nella prossima stagione estiva porteremo proprio a Messina le due navi più nuove e innovative della nostra flotta: Costa Smeralda e Costa Firenze – ha detto Mario Zanetti, direttore generale di Costa Crociere -. Dopo Costa Smeralda, altre tre navi Costa riprenderanno il mare nel Mediterraneo, con itinerari italiani e internazionali, per offrire ai nostri clienti un’eccezionale esperienza di vacanza con protocolli sanitari rafforzati”.

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