TAORMINA – Il Comune di Taormina stringe i tempi per la predisposizione e consegna entro il 14 maggio del dossier da produrre sul piano di riequilibrio alla Corte dei Conti in vista del 25 maggio, data in cui avrà luogo il contraddittorio con l’organo di controllo e snodo cruciale per evitare il dissesto dell’ente.

La relazione del magistrato istruttore ha evidenziato “numerosi profili di criticità” nel piano ma bisognerà anche con i rilievi espressi dal Ministero dell’Interno. Nel frattempo il Comune, infatti, ha potuto prendere visione della relazione del Ministero dell’Interno, già prodotta dal Viminale il 4 novembre scorso. Si tratta di una relazione trasmessa allora dalla Commissione per la stabilità finanziaria degli enti locali alla Direzione centrale della Finanza locale, per il successivo inoltro alla competente Sezione regionale di controllo della Corte dei conti.

Queste le conclusioni del Ministero nella relazione del 4 novembre 2020: “Ferma restando la competenza della Sezione regionale di controllo della Corte dei conti sulla valutazione della idoneità e congruenza delle misure di risanamento individuate dall’ente nel piano, rispetto all’obiettivo del riequilibrio economico finanziario, per quanto esposto e riscontrato nel corpo della presente relazione, si rileva che il Comune di Taormina ha presentato un Piano non in linea con i contenuti richiesti dalle disposizioni normative di riferimento e con le indicazioni contenute nelle Linee guida elaborate dalla Corte dei conti. Desta qualche perplessità la gestione finanziaria dell’ente, in considerazione del rilevante importo dei debiti fuori bilancio da ripianare; debiti fuori bilancio per i quali, oltre la vetustà (molti anteriori al 2001), viene in rilievo la non corretta esposizione: comparando le relative informazioni, desunte dalla gran mole di documentazione trasmessa dal Comune, non sempre i dati appaiono congruenti”.

“Inoltre, dall’indagine istruttoria è emerso che successivamente al 22 febbraio 2018 (data di approvazione del Piano rimodulato) se ne sono formati di ulteriori, per un importo di
€2.292.679.89. In proposito si ricorda che, come affermato anche di recente dalla Corte dei conti, Sezione regionale per la Campania nella deliberazione n. 46 del 20/02/2019, all’ente in pre-dissesto è fatto divieto assoluto di generare nuove passività e, in caso di eventuali nuove ed impreviste perdite, in base al principio di auto-responsabilità, esse vanno coperte con risorse extra Piano. Pertanto il Comune, oltre a prevedere le risorse per fronteggiare il ripiano della massa passiva, è tenuto a reperirne ulteriori per il finanziamento dei debiti fuori bilancio già emersi, come da attestazioni dei vari responsabili di aerea. Anche la situazione del contenzioso in essere è un aspetto che desta preoccupazione per la tenuta degli equilibri in quanto agli atti vi è l’attestazione del responsabile (allegato 13 alla risposta datata 30/06/2020), il quale dichiara che i giudizi pendenti -annualità 2018-2019 – non inseriti nel Piano potrebbero avere un impatto sugli esercizi futuri di bilancio per un valore di oltre 10 milioni di euro. Si riscontra una incongruenza con quanto rilevato in proposito dall’organo di revisione economico-finanziaria. Infine si deve evidenziare che l’ente ha trasmesso soltanto alcuni degli accordi scritti stipulati con i creditori con i quali si concorda la rateizzazione del pagamento di quanto a ciascuno dovuto, ma si tratta di transazioni sottoscritte nel 2014 che prevedono per lo più una rateizzazione triennale. Il riequilibrio finanziario prospettato si fonda principalmente sulla risorse creditizie che l’ente conta di ottenere con la contrazione del mutuo con la CDP. La riduzione delle spese e l’incremento delle entrate sono sicuramente di minore entità e non sembra denotino un intervento di tipo strutturale tale da garantire l’effettivo raggiungimento del risanamento ed il ripristino stabile dell’equilibrio di bilancio. La Sezione autonomie della Corte dei conti in proposito chiarisce che il Piano di riequilibrio finanziario non si esaurisce in un mero piano di estinzione rateizzata dei debiti in un esteso arco di tempo, ma principalmente deve essere finalizzato all’adozione di misure strutturali che evitino il formarsi dei debiti e che garantiscano in prospettiva un equilibrio economico-finanziario veritiero e durevole nel tempo. Si propone che la presente relazione sia trasmessa dalla Commissione per la stabilità finanziaria degli enti locali alla Direzione centrale della finanza locale, per il successivo inoltro alla competente Sezione regionale di controllo della Corte dei conti”.

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