Giovanni Aucello

TAORMINA – “Siamo fortemente preoccupati per la stagione turistica ormai alle porte. Temiamo che possa esserci in vista una stagione peggiore di quella 2020”. Lo ha dichiarato Giovanni Aucello, noto e stimato ristoratore taorminese (presidente del Comitato La Voce del Mare).

Aucello sollecita un’accelerazione delle operazioni vaccinali sul territorio ma soprattutto non fa mistero, intanto, della forte apprensione della categoria dei ristoratori per lo scenario che si prospetta da qui ai prossimi mesi. “La situazione è decisamente complicata e anche le notizie di queste ore con il focolaio in ospedale, dove c’è personale sanitario già vaccinato, ci preoccupano ulteriormente – afferma Aucello -. Ci chiediamo se siamo pronti come città ad ospitare chi arriverà questa estate. Cosa offriremo? Quali standards di sicurezza sanitaria riusciremo a dare? Vogliamo essere ottimisti ma dobbiamo essere realisti: dopo questo lungo periodo di chiusura fatichiamo ancora ad intravedere la luce in fondo al tunnel”. 

“Il mio locale è aperto da 48 anni ma non ho mai vissuto una situazione del genere. Lo scorso anno uscivamo da un lockdown mentre adesso, ovunque e non solo qui, stiamo assistendo ad un “liberi tutti”, la gente sfruttando quel pò di liberta che sta avendo si lascia andare a dei comportamenti irrazionali, come se la pandemia fosse finita. Le vaccinazioni alle strutture economiche, e nel settore dei servizi pubblici non sono più rinviabili e le avevamo chieste già diversi mesi fa, per dare maggiore tranquillità a tutta la filiera produttiva e a chi raggiungerà il nostro territorio. A Procida lo si è fatto, qui siamo in ritardo”.

“Il prezzo più alto a questa crisi economica lo stiamo pagando noi ristoratori ma anche gli albergatori e i commercianti. La pandemia non è finita e se questa situazione non la si affronta in un certo modo, con la dovuta attenzione e prudenza, rischiamo di andare incontro a prenotazioni che possono diventare ulteriori disdette. Non a caso molti alberghi che potevano e volevano aprire già in primavera, sono costretti ancora ad aspettare. Nella zona a mare in particolare non c’è la necessaria attenzione e vorremmo sapere perché il servizio di raccolta rifiuti non viene fatto anche con lo spazzamento. Con le risorse disponibili sulla differenziata perché non si dà lavoro e ristoro a gente che ha voglia di lavorare? Ricordiamoci che quest’anno ci sono stati diversi operatori economici, e altrettante famiglie, che hanno dovuto pagare la Tari senza neanche aver aperto e si stanno facendo carico di una stangata per un servizio del quale non hanno nemmeno usufruito”.

© Riproduzione Riservata

Commenti