Palazzo dei Giurati, sede del Municipio di Taormina

TAORMINA – “Il Piano di riequilibrio non si esaurisce in un mero piano di estinzione rateizzata dei debiti in un esteso arco di tempo, ma principalmente deve essere finalizzato all’adozione di misure strutturali che evitino il formarsi dei debiti e che garantiscano in prospettiva un equilibrio economico-finanziario veritiero e durevole nel tempo”. Così la Corte dei Conti conclude il documento di 65 pagine trasmesso ieri al Comune di Taormina, che analizza la situazione attuale della casa municipale sul piano di riequilibrio presentato dall’ente nel 2018.

“Alla luce delle risultanze istruttorie e delle valutazioni espresse dalla Commissione per la Stabilità finanziaria degli Enti locali – evidenzia nelle conclusioni il magistrato istruttore della CdC – si ritiene che il Piano in esame presenti numerosi profili di criticità, per quanto concerne la quantificazione della massa passiva, l’assenso del consenso di tutti i creditori e specialmente di quelli principali alla rateizzazione dei debiti, sulle modalità di ripiano della stessa e la realizzabilità delle misure previste nello stesso, anche alla luce dei risultati conseguiti nell’esercizio 2018. In particolare, si rileva che a fronte di una massa passiva originariamente quantificata in euro 18.429.873,75, la stessa si sia notevolmente accresciuta a fine 2018 per effetto dell’emergere di un considerevole disavanzo di amministrazione –euro 6.122.993,43, di maggiori debiti fuori bilancio (per euro 2.457.661,40 al 31/12/2018) e di ulteriori passività, non ancora contabilizzate, derivanti da contenzioso. A quest’ultimo proposito, emerge dall’istruttoria che a fronte di un fondo contenzioso quantificato al 31/12/2018 in euro 6.400.000,00 sussistono giudizi pendenti per euro 35.345.994,23. Gran parte dell’accantonamento al fondo contenzioso (euro 6.250.000,00) risulta stanziato in relazione al rischio di soccombenza nella lite con Impregilo, a fronte di un decreto ingiuntivo di euro 28.813.646,58 rispetto al quale la controparte ha già rifiutato la proposta transattiva e il relativo piano di rateizzazione dei pagamenti proposto dall’Amministrazione”.

Ulteriori criticità “sono emerse in merito alla corretta quantificazione delle passività legate agli organismi partecipati” (Asm e Consorzio Rete Fognante)”: “Le risultanze dello schema di rendiconto 2019 approvato dalla Giunta sembrano confermare il quadro sopra delineato, pur registrando una modesta riduzione del disavanzo di amministrazione (-euro 5.893.784,15) ed un incremento degli accantonamenti al Fondo contenzioso (euro 9.089.352,87).

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