TAORMINA – Si apre una settimana cruciale per il futuro del Comune di Taormina, nella quale dovrebbe arrivare da Palermo l’attesa comunicazione della Corte dei Conti sul piano di riequilibrio e la casa municipale si prepara ad un tentativo estremo per scongiurare la prospettiva, che appare incombente, del dissesto finanziario. Si va alla stretta finale per decidere il destino di Palazzo dei Giurati. L’organo di controllo si sarebbe, infatti, orientato verso una valutazione negativa sul piano, ma l’opportunità che si conta di poter ottenere dalla CdC è comunque quella di essere ascoltati in audizione come già avvenne nella passata consiliatura con il precedente piano di riequilibrio.

La strategia del Comune, prima di pensare – in caso di bocciatura del piano – ad un ricorso, sarà mirata intanto a dimostrare nell’eventuale sede di un contraddittorio la sostenibilità del piano di rientro dei 18 milioni e 400 mila euro di debito, in una fase nella quale tra l’altro il forziere di Palazzo dei Giurati, nonostante i pesanti strascichi della pandemia, sta avendo una disponibilità di cassa di quasi 15 milioni di euro. Questo ultimo dato potrebbe rappresentare un indice incoraggiante per iniziare a coprire una della maggiori criticità – il rapporto tra l’ente locale e le partecipate – rilevate dalla Corte dei Conti nei 12 punti di chiarimenti richiesti lo scorso dicembre e sui quali poi il Comune aveva risposto a gennaio, a quanto pare però con una replica che non ha convinto la Corte dei Conti.

Asm al momento vanta ancora un ampio credito sul dare-avere per i servizi resi al Comune nel 2010-2020 e non pagati dall’ente locale e si sta cercando di risolvere il nodo della transazione (verbale sottoscritto dalle parti nel maggio 2020) da 2 milioni e 400 mila euro e la relativa pretesa aggiornata ora di 3 milioni e mezzo da parte di Asm. E c’è anche Un milione e mezzo di euro di quote che il Comune deve versare al Consorzio Rete Fognante. Il Comune ha la disponibilità per saldare queste pendenze ma il vero scoglio da superare e’ che in entrambi i casi c’è una situazione complessa sui bilanci. Su Asm dovrebbero arrivare in Consiglio comunale i bilanci dell’ultimo decennio, revisionati dall’azienda. Si dovrà insomma dimostrare alla Corte dei Conti che sul fronte delle partecipate sia stato fatto qualche passo in avanti su tutte le partite debitorie e creditorie tra le parti, riferire sullo stato aggiornato su tutti i rapporti crediti-debiti.

E c’è poi la questione della carenza di riscossione che a più riprese la CDC ha chiesto al Comune di migliorare: su questo fronte si punta sulle rateizzazioni avviate con diversi contribuenti per dimostrare che sia stato intrapreso un percorso migliorativo di questa attività. Inoltre si sta pensando ad una esternalizzazione della riscossione coattiva dei tributi per provare a recuperare circa 8 milioni.

Il Comune, nel frattempo, tenterà di documentarsi sul contenuto della relazione finale redatta dalla Commissione per la stabilità finanziaria degli enti locali in esito all’istruttoria del piano di riequilibrio”, di cui a quanto pare il Comune di Taormina non è al corrente dei contenuti poiché sarebbe stata trasmessa con nota del Ministero dell’Interno del 4 novembre 2020 soltanto alla CdC.

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