TAORMINA – Le associazioni ambientaliste diffidano e mettono in mora il Comune di Taormina, la Struttura Territoriale Ambiente di Messina e il Dipartimento regionale Ambiente sul PUDM  (Piano utilizzo del Demanio Marittimo. Così WWf, Patrimonio Sicilia, Man e Legambiente intendono stoppare i progetti riguardanti la previsione di campi boe nel litorale della città. A tal proposito sono già stati presentati da un privato due progetti che prevedono altrettanti campi boe nella baia di Isola Bella e nella baia di Mazzarò. I vari enti preposti vengono ora diffidati “dall’intraprendere e avanzare qualunque iniziativa o atto amministrativo finalizzati al rilascio di concessioni demaniali che prevedano per l’area demaniale marittima di Taormina campi boe ed alaggi; dall’adottare, anche in via preliminare, ed approvare un PUDM di Taormina che preveda campi boe ed alaggi”. Le quattro associazioni rilevano anche che “la presenza di Siti Natura 2000, interni ed esterni all’area interessata dal piano di utilizzo del demanio marittimo, rende necessaria la Valutazione di Incidenza, da effettuarsi prima del provvedimento di concessione regionale e/o dell’adozione del PUDM da parte del Consiglio comunale di Taormina”.

Si rileva nella diffida che “con delibera del 27/08/2018 la Giunta di Taormina ha deliberato la presa d’atto del PUDM, elaborato dall’Utc con il supporto di un studio tecnico, e con successivo atto del 28/11/2019, ha confermato il PUDM, con consequenziale formale comunicazione al Dipartimento Regionale Territorio Ambiente di Messina. Il PUDM prevede l’inserimento lungo tutto il litorale comunale di ben 9 campi boe con dimensioni molto ampie, dalla superficie media di 8000 mq, giungendo fino al campo boe di Villagonia di circa 25.000 mq. I campi boe sono situati, da sud a nord, nelle baie di Villagonia, di Isola Bella, di Mazzarò, di San Nicola, di Spisone e di Mazzeo. Insieme ai campi boe sono previsti corridoi di avvicinamento e aree di alaggio sul litorale, in tratti di spiaggia adibiti oggi alla balneazione, nonché pesanti strutture sommerse costituite da corpi morti sui fondali, di catene a mezz’acqua e di gavitelli in superficie”. E “per quanto riguarda l’area di alaggio a Mazzarò, per il servizio di taxi-sea e/o noleggio di imbarcazioni ai turisti, si osserva che questo è l’unico tratto di spiaggia libera oggi fruibile a Mazzarò, dal momento che l’intera superficie rimanente è ad appannaggio del Demanio nonché di alcune associazioni”.

“L’area di alaggio prevista all’Isola Bella – continuano le associazioni -, in zona cosiddetta “Scaro”, ad uso di taxi del mare e noleggio di imbarcazioni, vanificherebbe il lavoro eseguito dall’allora ente gestore WWF Italia della Riserva omonima, tra il 1999 e il 2006, che ha liberato l’area in questione da circa 30 imbarcazioni e relativi verricelli in quel tratto di spiaggia riconsegnandolo alla fruizione pubblica. Un’area di alaggio che striderebbe anche con i lavori di bonifica appena ultimati, con i quali sono stati rimossi alcune aree cementizie a cura del Cutgana, attuale ente gestore della riserva”.

Si richiede la “Tutela dei giacimenti archeologici sottomarini nella baia di Taormina- Giardini”, “la protezione del patrimonio culturale subacqueo” e si ritiene che “la realizzazione dei campi boe nelle baie di Taormina non è compatibile con il progetto di itinerari archeologici subacquei che la Soprintendenza del Mare sta realizzando in queste baie e con il progetto di valorizzazione del patrimonio sommerso in corso di realizzazione da parte del Parco di Naxos-Taormina”. Infine, si rileva “la grave situazione idrogeologica dell’intero Capo Sant’Andrea, soggetto a numerose frane nei costanti sovrastanti lo specchio d’acqua di Mazzarò e Isola Bella, ed individuato come R4 (rischio molto elevato) nel Piano per l’Assetto Idrogeologico.

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