La svolta contro le temute varianti del Coronavirus non sarà immediata ma potrebbe comunque concretizzarsi nei prossimi mesi. È in via di sviluppo l’anticorpo del futuro: il super-monoclonale in grado di proteggere dalle varianti Covid. Questo è stato sviluppato da un team internazionale di scienziati, tra cui i ricercatori italiani della Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo di Pavia.

Questi hanno creato una “molecola bispecifica”, CoV-X2, ottenuta a partire da due anticorpi (C121 e C135) del plasma di guariti dalla Covid. Lo studio, pubblicato nella rivista Nature, afferma che questa nuova molecola offre i vantaggi degli anticorpi monoclonali in una singola molecola con il beneficio di un unico processo produttivo.

Il super-monoclonale, sviluppato nell’ambito del progetto di ricerca Antibody Therapy Against Coronavirus (Atac) e finanziato dal Consiglio europeo della ricerca (ERC), è quindi il risultato dell’unione degli anticorpi C121 e C135 in una singola molecola. Questa, a sua volta, lega i diversi siti della proteina Spike del virus.

Nei test sugli animali il CoV-X2 ha dimostrato di proteggere i topi dalla malattia, essendo più efficace nell’inibire il legame con l’ACE2. Al contrario degli anticorpi multispecifici, il CoV-X2 è una molecola simile alle immunoglobuline G (IgG) umane. Per questa ragione gli studiosi pensano che il CoV-X2 sia adatto ad ulteriori sviluppi e potrebbe essere modificato per influenzare le sue proprietà di legame nei confronti dell’antigene del virus.

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