Arriva il Bonus Inps di 2400 euro per i lavoratori stagionali. Si tratta di una misura che interesserà una delle categorie produttive più colpite dagli effetti della pandemia, soprattutto in un territorio come la Sicilia dove si vive di turismo e il periodo di impiego per migliaia di persone si concentra nell’arco temporale che va dalla primavera sino alla fine dell’estate (a settembre o ottobre in molti casi). L’emergenza sanitaria ha paralizzato un intero comparto e tutti questi lavoratori sono in grande difficoltà ormai da un anno e necessitano di un sostegno che sinora non è stato in alcun modo all’altezza delle aspettative e delle reali esigenze di numerosi nuclei familiari costretti ad una interminabile fase di emergenza economica che rischia di diventare un dramma sociale.

Nel Decreto sostegni (“Misure urgenti in materia di sostegno alle imprese e agli operatori economici, di lavoro, salute e servizi territoriali, connesse all’emergenza da COVID-19”) varato dal governo Draghi, pubblicato sulla Gazzetta ufficiale e diventato operativo lo scorso 23 marzo. L’articolo 10 del decreto in questione ha previsto l’erogazione di una indennità una tantum per le seguenti tipologie di lavoratori:

* i lavoratori stagionali e i lavoratori in somministrazione dei settori del turismo e degli stabilimenti termali;
* i lavoratori dipendenti stagionali appartenenti a settori diversi da quelli del turismo e degli stabilimenti termali;
i lavoratori intermittenti;
* i lavoratori autonomi occasionali;
* i lavoratori incaricati alle vendite a domicilio;
* i lavoratori a tempo determinato dei settori del turismo e degli stabilimenti termali;
* i lavoratori dello spettacolo.

Il decreto prevede l’erogazione di una indennità una tantum di importo pari a 2.400 euro a favore dei soggetti già beneficiari dell’indennità di cui agli articoli 15 e 15-bis del decreto-legge 28 ottobre 2020, n. 137, convertito, con modificazioni, dalla legge 18 dicembre 2020, n. 176. Il decreto Sostegni, ai successivi commi 2, 3, 5 e 6 del medesimo articolo 10 prevede altresì il riconoscimento di una indennità onnicomprensiva di importo pari a 2.400 euro a favore delle suddette categorie di lavoratori che non siano stati già beneficiari delle indennità di cui ai citati articoli 15 e 15-bis del decreto-legge n. 137 del 2020. i ha previsto tra i destinatari dell’indennità onnicomprensiva anche la categoria dei lavoratori in somministrazione presso aziende utilizzatrici appartenenti a settori diversi da quelli del turismo e degli stabilimenti termali, non rientranti nell’ambito di applicazione delle disposizioni in materia di indennità COVID-19 di cui ai precedenti decreti emergenziali.

In attuazione della previsione di cui all’articolo 10, comma 1, del decreto Sostegni, tali lavoratori, che hanno già fruito delle indennità di cui agli articoli 15 e 15-bis del decreto legge n. 137 del 2020, non devono presentare una nuova domanda ai fini della fruizione dell’indennità una tantum di cui al medesimo articolo 10, comma 1, ma la stessa sarà erogata dall’Istituto ai beneficiari con le modalità indicate dagli stessi per il pagamento delle indennità già erogate.

Inizialmente le istanze di richiesta bonus riservate alle categorie di lavoratori stagionali potranno essere inviate, tramite canale digitale, all’Inps entro e non oltre il termine del 30 aprile 2021, ma nelle ultime ore la soglia è stata spostata al 31 maggio 2021. Chi incontra problemi nella compilazione del modulo online potrà avvalersi del supporto di un CAF o patronato che provvederà al completamento della domanda occupandosi poi dell’invio.

Per quanto riguarda l’accredito del bonus, i nuovi lavoratori che dovranno fare domanda entro il 31 maggio 2021 dovranno attendere metà giugno per ottenere il versamento delle somme. Le indennità di cui all’articolo 10, commi 1, 2, 3, 5 e 6 del decreto Sostegni, per espressa previsione di legge, non sono tra loro cumulabili. Le suddette indennità sono invece cumulabili con l’assegno ordinario di invalidità di cui alla legge 12 giugno 1984, n. 222. Le richiamate indennità non concorrono alla formazione del reddito ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917 (TUIR) e per il periodo di fruizione delle stesse non è riconosciuto l’accredito di contribuzione figurativa, né il diritto all’assegno per il nucleo familiare.

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