Paola Costa, presidente di Taoxenia

TAORMINA – “A Taormina ci prepariamo a ripartire, il settore dell’extralberghiero sta ricominciando ad effettuare il lifting delle strutture in attesa della tanto desiderata ripresa. Siamo consapevoli, però, che ancora oggi è un po’ complicato datare la ripartenza e programmare tutte le relative attività visto che la pandemia è ancora in corso e non è per nulla debellata”. Lo afferma Paola Costa, presidente di Taxoenia, l’associazione che opera nel settore dell’extralberghiero di Taormina e dunque una realtà di riferimento nel campo dell’accoglienza “familiare” nella capitale del turismo siciliano.

“I segnali positivi – spiega a BlogTaormina il presidente di Taxoenia – ci sono perché ci stiamo avviando verso l’arrivo della bella stagione che dovrebbe, come l’anno scorso, rallentare la diffusione del virus, ma sono al tempo stesso timidi perché frenati dalla campagna vaccinale che ancora non riesce ad avere quella accelerazione che ci consentirebbe di acquistare una certa sicurezza ed un appeal internazionale. Abbiamo vissuto e stiamo vivendo ancora una crisi sanitaria globale senza precedenti con ripercussioni sanitarie, sociali, economiche ed occupazionali uniche di cui ancora dobbiamo comprenderne gli impatti. Quella legata alla diffusione del virus, tuttavia, non è la prima crisi che il settore turistico si trova ad affrontare ma, la sua dimensione globale e le limitazioni imposte per evitarne la diffusione la rendono sicuramente una delle più intense. Le variabili in gioco legate all’andamento del virus, la consapevolezza che abbiamo acquisito in questo ultimo anno, le differenti politiche adottate dagli stati e dalle regioni all’interno degli stati stessi, rendono ancora una volta ogni previsione complicata e incerta”.

“Nell’ultimo decreto legge del 21 Aprile sono stabilite le nuove regole per le attività economiche che dovrebbero valere fino al 31 Luglio, salvo successivi ripensamenti: misure che sono state pensate dal governo per favorire la graduale ripresa delle attività economiche e sociali nel rispetto delle esigenze di contenimento della diffusione dell’epidemia”. 

“L’extralberghiero di Taormina si prepara, come dicevamo prima, ad accogliere nell’immediato futuro il turismo di prossimità che non è solo quello italiano ma tutto quanto sia raggiungibile nei 1.000 km in auto: l’outgoing e l’incoming europeo, sebbene a macchia di leopardo, ricordiamo che è possibile. Puntando alle necessità o ai desiderata dei viaggiatori che richiedono il prodotto, l’esperienza e, oggi più che mai, la sicurezza sanitaria. I viaggiatori vogliono partire sicuri ed avere la certezza di una assistenza continua senza eguali. E qui entra in gioco l’elemento umano con il riconoscimento e la valorizzazione dell’ospitalità famigliare che contraddistingue il settore dell’extralberghiero”. 

“Abbiamo assistito nel 2020 ad una svolta epocale nell’ecosistema del Travel, con una domanda che si è trasformata ma che ha saputo dimostrare una forte reattività non appena si è presentata la possibilità di tornare a viaggiare, e questo ci aspettiamo anche nel 2021 con la segreta speranza che una volta accelerato sui vaccini si possa pensare seriamente ad un prolungamento della stagione. L’inizio della stagione estiva si sta delineando ancora incerta con molte cancellazioni sulle Ota, ma guardiamo fiduciosi al futuro forti di tantissime prenotazioni a cominciare da gennaio 2022 e lungo tutto l’anno prossimo.
Dobbiamo continuare ad accelerare verso cambiamenti già in cantiere su temi come la digitalizzazione del journey, la sostenibilità e il neverending tourism”.

“Una rinnovata capacità di collaborazione tra gli stakeholder potrà essere terreno fertile per accettare la sfida dell’innovazione. Bisognerà tenere conto di alcuni trend che la pandemia ha accelerato: per esempio i viaggiatori sono inclini al cosiddetto “neverending tourism”, il viaggio che non finisce mai, prima di partire gradiscono una fruizione online (del territorio o del museo), vogliono interagire con le app durante il soggiorno, desiderano portarsi via qualcosa di locale al loro ritorno. Altri trend molto ricercati sono: escursioni, vita all’aperto, sostenibilità delle strutture e del territorio, il 50% dei viaggiatori è pronto a premiare brand impegnati nella responsabilità sociale”.

“Certo che per riprendersi dalla sberla ricevuta dalla pandemia ci vorrà tempo e pazienza, ma noi dell’extralberghiero siamo pronti ad accettare la sfida, tenendo conto che nell’estate dell’anno scorso, insieme agli hotel, abbiamo parato il colpo, grazie al rimbalzo estivo. Il comparto dell’extralberghiero a Taormina è composto per la maggior parte dai titolari o proprietari, che in qualità di lavoratori autonomi hanno investito i loro risparmi nella riqualificazione degli immobili dando vita ad una rigenerazione urbana talvolta di interi quartieri, e che adesso soffrono un forte disagio economico”.

“Le presenze a Taormina – evidenzia, infine, Costa – nel 2020 sono state 370.000 con una perdita media rispetto al 2019 di -72% in generale e nel settore extralberghiero -68%. L’incidenza del settore extralberghiero è stata del 15%, mentre nel 2019 era stata del 13% (con 1.200.000 presenze). Abbiamo la certezza che ancora una volta Taormina si confermerà attrattiva con il suo naturale fascino di cittadina arroccata sul monte, piena di angoli panoramici, stradine strette e monumenti concentrati in pochi chilometri quadrati, con la vicinanza a siti storici-naturalistici e con la professionalità acquisita in 150 anni di storia del turismo”. 

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