TAORMINA – In attesa di una svolta definitiva sul fronte della pandemia che consenta finalmente la ripartenza del turismo, gli alberghi di Taormina si confermano nel mirino di gruppi stranieri che, più o meno concretamente, stanno provando a rilevare la proprietà di alcuni “pezzi” importanti dell’hotellerie del primo polo turistico siciliano.

Anche in questa fase, attraverso mediatori, si stanno facendo avanti realtà estere come un fondo saudita interessato ad acquisire beni in Italia, ma anche gruppi di investimento dalla Russia, tornati alla carica con i rispettivi referenti anche in questi giorni e alla ricerca di hotel e ville di lusso in città. E poi ci sono state trattative riguardanti società e fondi con sedi in Inghilterra, Francia e Svizzera. In qualche caso si è pure verificato l’arrivo in città di alcuni investitori collegati a Paesi di Asia e Africa. Ma sino a questo momento, in definitiva nulla è andato in porto e sembra esserci decisamente molto più “fumo” che “arrosto”.

Si tratta, in sostanza, di sondaggi che avvengono per lo più attraverso intermediari italiani e talvolta anche del luogo e che, almeno sino a questo momento, si sono puntualmente arenate perché chi vorrebbe comprare confida in un abbattimento delle pretese avanzate dalle rispettive proprietà. C’è chi tenta di fare l’affare a cifre nettamente più basse di quelle pre-pandemia, puntando nell’effetto crisi per ottenere prezzi molto più bassi. Ma almeno sinora tutto rimane fermo e in questi mesi non risulta si sia conclusa nessuna trattativa significativa. Su questo fronte c’è già da tempo anche l’occhio vigile delle autorità che stanno monitorando con attenzione la situazione a Taormina per evitare infiltrazioni sul territorio di investitori dediti in realtà ad attività poco trasparenti.

Ad oggi le offerte da capogiro non ci sono e rimane la volontà delle attuali proprietà delle strutture presenti a Taormina di non mollare e di provare, quindi, a resistere alle sirene e agli avvoltoi. L’aspettativa è di potersi risollevare ed iniziare a ripartire questa estate dopo un anno di stop e di fatturato zero che ha fatto perdere l’80% delle presenze e ha visto eclissarsi la quasi totalità delle presenze abituali in città (sino al 2019 c’erano stati Un milione di pernottamenti all’anno).

A trainare la ripresa di Taormina potrebbero essere i big dell’hotellerie locale, la qualità delle strutture di riferimento come il San Domenico Palace che dopo quattro anni di chiusura riaprirà quest’estate (ristrutturato e ammodernato) e sarà targato Four Seasons, colosso mondiale nella gestione dei hotel di lusso. E c’è poi anche la presenza sul territorio di Lvmh, la multinazionale del magnate francese Bernard Arnault, che due anni fa ha acquisito la proprietà degli hotel Timeo e Sant’Andrea e ha dato segnali importanti sulla volontà di puntare su questo territorio, valutando anche l’eventualità di ulteriori investimenti futuri in città.

© Riproduzione Riservata

Commenti