TAORMINA – La capitale del turismo siciliano si prepara a ripartire e al di là di enormi problemi che restano di stringente attualità, vuole farsi trovare pronta all’imminente appuntamento con l’estate, che diventa un momento cruciale per ridare ossigeno all’economia del territorio. Fuori c’è una pandemia che non molla e non è affatto finita, rimangono le difficoltà a viaggiare e anche le questioni interne come il coprifuoco in Italia (che riteniamo, per logica, verrà tolto e non potrà restare in vigore pure d’estate alle ore 22), ma nel frattempo a Taormina le strutture alberghiere, l’extralberghiero, il commercio e la ristorazione, tutti i settori e nessuno escluso, si preparano.

All’orizzonte c’è un’estate di grande incertezza, la farà da padrone probabilmente di nuovo il turismo di prossimità che non è amato e non sposta gli equilibri, eppure c’è una gran voglia di mettere da parte i tormenti della pandemia e tornare a fare quello che da queste parti la gente fa da sempre: accogliere i turisti.

Nessuno si aspetta i numeri degli anni che precedevano la pandemia, forse li rivedremo tra un anno o due (così si spera). Siamo ancora distanti anni luce, ne vedremo forse una parvenza ma ora c’è da pensare all’immediato e salvare il salvabile. Taormina stringe i denti e si fascia le ferite sanguinose di un anno da fatturato zero, adesso non c’è tempo per continuare a stare fermi ed è il momento della ripartenza. Dal primo dei grandi alberghi all’ultimo dei chioschi, a Taormina c’è “fame” di turismo e di cominciare a lasciarsi alle spalle l’eco maledetto di un virus che ha stravolto tutto e colpito tutti. Le restrizioni restano una zavorra che complica la ripartenza ma le vaccinazioni che stanno per intensificarsi e altri fattori contingenti come le temperature estive (a quanto pare ostili alla circolazione del virus) potranno giocare a favore del tentativo di tornare a lavorare.

La sfida alla crisi entra nel vivo. Ora bisogna avere la forza di non sentirsi deboli e spingere il cuore oltre gli ostacoli. Ci sarà ancora da soffrire ma i turisti inizieranno a tornare e nessuno ha dimenticato la bellezza di questo territorio. Dopo un anno trascorso a difendersi, c’è uno spiraglio di campo per passare all’attacco e tentare la controffensiva.

 

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