TAORMINA – Coprifuoco alle 22 sino al 31 luglio, così ha deciso il governo Draghi che potrebbero andare le cose. Per il momento si va avanti con il “tutti a casa” alle dieci sino al 1 giugno ma con l’ipotesi che si prolunghi questo rigido stato di cose persino per il mese di luglio. Intanto l’Italia insorge ma è nella logica delle cose che il protrarsi di questa misura anti-Covid verrà quasi certamente stoppata e messa da parte. Fatta questa premessa, ve la immaginate l’estate in una località turistica come Taormina, ma come anche Giardini Naxos o Letojanni, con il coprifuoco alle dieci di sera? I ristoranti verrebbero travolti dall’ennesima bastonata, costretti a lavorare solo a pranzo e proporre ai clienti una surreale alle 18 o alle 19. Gli spettacoli al Teatro Antico che di solito iniziano alle 21, se non alle 21:30 dovrebbero essere cancellati o magari spostati a che ora? Alle sette di sera? E i clienti degli alberghi? I turisti dovrebbero rinchiudersi d’estate in camera alle dieci di sera. E tanti saluti non solo alle discoteche, ma anche ai pub, ai bar, alle passeggiate, agli aperitivi ma soprattutto ad un minimo di ritrovata libertà dopo un anno tremendo.

Siamo abituati alle follie all’italiana ma questa riteniamo che le supererebbe tutte. D’altronde è come se gli scienziati volessero far credere che il Covid fosse un discendente del Conte Dracula, che dopo aver dormito di giorno, alle 22 si sveglia, si mette il mantello e va a mordere le persone contagiandole con il virus sotto la luna.

E allora cerchiamo di essere seri, il governo magari valuta modifiche graduali sulla base dell’andamento dei dati e questo ci può stare, perché questo virus maledetto ancora non molla la presa. Alla fine, in ogni caso, prevarrà il buon senso, non potrà che essere così e si dovrà raggiungere un punto di equilibrio tra l’evitare le follie che possono ridare fiato all’emergenza ma anche con il dovere di tornare a far vivere e lavorare la gente e restituirgli la serenità di fare una vacanza.

Prevarrà il buon senso, che non ha colori politici e non è di destra né di sinistra. E’ un diritto che appartiene alla collettività. L’orientamento ora è quello di procedere con gradualità sino al 1 giugno ma, già nelle prossime settimane, dovendo comunque prestare massima attenzione all’andamento dei contagi e di una pandemia che non è finita, in caso di riscontri positivi, si valuteranno modifiche che appaiono necessarie.

Se i dati epidemiologici lo permetteranno il coprifuoco alle 22 non è destinato a restare fino al 31 luglio e quasi certamente neanche sino al 1 giugno. Non sappiamo se verrà tolto del tutto o spostato qualche ora in avanti, ma di certo se dovessimo scommettere un euro, lo faremmo senza alcun dubbio sulla cancellazione dell’attuale provvedimento che dispone il “tutti in casa alle 22”.

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