Si deciderà oggi pomeriggio quello che sarà lo scenario riguardante la classificazione della Sicilia – e relative misure di contenimento della pandemia – nell’ambito dell’emergenza Covid nelle prossime due settimane. La questione interessa da vicino anche Taormina perché la capitale del turismo siciliano ha avuto un’impennata di contagi – come la quasi totalità dei comuni dell’isola – a causa della variante inglese. Giardini Naxos ha già preso atto della situazione – i contagi a Naxos sono arrivati a quota 71 – e ha chiesto la zona rossa senza attendere altre dinamiche esterne (CTS). A Taormina i contagi al momento risultano essere 66 e il quadro è, quindi, praticamente lo stesso e la probabile dichiarazione della zona rossa per l’intera Sicilia consentirebbe alla Perla dello Ionio di non andare incontro alla prospettiva di dover fare un passo analogo a quello di Giardini.

La fondazione Gimbe, intanto, con il suo periodico report, ha segnalato che in Sicilia nella settimana 7-13 aprile è notevolmente peggiorato l’indicatore relativo ai “casi attualmente positivi per 100 mila abitanti”: sono 506 i casi per 100 mila abitanti un + 9,3% rispetto alla settimana precedente. La percentuale di popolazione che ha completato il ciclo vaccinale, dice Gimbe, è pari al 6,5% (media Italia 6,8%).

Anche il Cts, pur non essendosi riunito, ha già dato il parere che la zona rossa sia l’unica soluzione in questo momento. Del resto, solo 7 giorni fa la Sicilia si trovava con un Rt a 1,20, sfiorando l’1,25 che avrebbe posto la nostra regione automaticamente in zona rossa. Visto che i numeri relativi a nuovi casi, ricoveri e decessi sono aumentati nell’ultima settimana resta concreto il rischio di un passaggio dall’arancione alla fascia con maggiori restrizioni per almeno due settimane.

La zona rossa, se verrà confermata, scatterebbe per tutti i comuni della Sicilia da lunedì 19 aprile fino al 3 maggio. Il 30 aprile, poi, ci sarà una nuova valutazione e a quel punto, in base all’andamento epidemiologico, la Sicilia potrebbe tornare in arancione o, nella peggiore delle ipotesi, rimanere ancora per giorni in fascia rossa.

Se si andrà in zona rossa, la speranza è che si possano davvero abbattere e azzerare i contagi e stavolta poi ripartire per iniziare una stagione turistica che diventa fondamentale per questo territorio e per milioni di siciliani. Bisogna resistere ma allo stesso tempo la gente chiede che possa essere davvero l’ultimo sacrificio prima di poter ricominciare a vivere in maniera quasi normale.

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