La decisione del Comitato Tecnico Scientifico arriverà oggi alle 16 e sino a quel momento non c’è ancora certezza ma nel frattempo arrivano indiscrezioni dell’ultima ora che potrebbero completamente ribaltare la situazione riguardante l’attesa classificazione della Sicilia per le prossime settimane nell’ambito dell’emergenza Coronavirus.

A sorpresa, nonostante lo stesso presidente della Regione, Nello Musumeci, aveva dato per quasi certa la zona rossa per l’intera isola, la Sicilia pare invece sia destinata a restare in extremis in zona arancione. Cinque Regioni (contro otto della settimana precedente) hanno un Rt puntuale maggiore di uno. Si tratta di Basilicata, Sardegna, Sicilia, Toscana e Valle d’Aosta. Lo evidenzia la bozza di monitoraggio settimanale Iss-Ministero della Salute.

Tra queste, una Regione (Sardegna), rileva il monitoraggio, ha una trasmissibilità compatibile con uno scenario di tipo 3. Due Regioni (Sicilia, appunto, e Valle d’Aosta) hanno una trasmissibilità compatibile con uno scenario di tipo 2. Le altre Regioni/PPAA hanno una trasmissibilità compatibile con uno scenario di tipo uno.

Ricapitolando: secondo i dati della cabina di regia dell’Istituto Superiore di Sanità, ancora in corso, l’indice di trasmissione Rt nell’intervallo inferiore (quello preso in considerazione per determinare le fasce di rischio) sarebbe sceso da 1,17 a 1. Per finire in zona rossa bisogna sforare Rt 1,25 e avere un rischio di progressione dell’epidemia alto.

L’Rt si calcola sui positivi sintomatici di due settimane e mezzo fa. Oggi invece la Sicilia procede al ritmo di 1.400 positivi in media al giorno e crescono i sintomatici che hanno bisogno di cure ospedaliere, tanto che i reparti sono sotto pressione soprattutto in alcune zone come la provincia di Palermo. Se dovesse essere confermato, insomma, questo scenario dell’ultima ora la Sicilia rimarrebbe arancione almeno fino al 25 aprile.

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