Mario Draghi e Mario Bolognari

Da Roma a Taormina, da un Mario all’altro, lo schema politico “Ursula” fa scuola e diventa realtà anche nella capitale del turismo siciliano. Due mesi fa, il 13 febbraio scorso, sulle ceneri del Conte 2, è nato nella capitale il governo italiano presieduto da Mario Draghi, all’insegna del “tutti dentro” con Pd, M5S, Leu insieme a Forza Italia e Lega. La storia, in proporzioni politiche evidentemente differenti e ben più piccole si ripete, in qualche modo, anche a Taormina dove la Giunta comunale a guida Pd adesso sta per sancire un accordo con Forza Italia. L’Amministrazione del sindaco Mario Bolognari, presidente della direzione provinciale dei democratici sta per accogliere nel suo esecutivo Nunzio Corvaia, coordinatore di Forza Italia. Uno scossone di rilievo, con tutti gli annessi e connessi politici che questo “matrimonio” politico avrà.

In verità, il nome “coalizione Ursula”, come molti altri nella storia della politica italiana, è nato ed esiste di fatto solo nella creatività linguistica di quella stampa sempre in cerca di nuove espressioni e altra enfasi per mettere sale e pepe nelle vicende di casa nostra. Il modello “Ursula” si deve al fatto che PD e Forza Italia (in quel contesto insieme anche al M5S) sono i partiti che al Parlamento europeo hanno votato a favore della nomina di Ursula Von der Leyen a presidente della Commissione.

A Taormina, ad ogni modo, si va verso un asse Pd-Forza Italia che apre nuovi scenari, a suo modo interessanti e da seguire, anche se poi in realtà è soprattutto l’ennesima conferma (ove mai ve ne fosse bisogno) che ovunque non esiste più il perimetro politico di un tempo e le storiche contrapposizioni tra destra e sinistra si stanno consegnando ad un’altra era geologica.

Il bipolarismo tradizionale è saltato a Roma e, a cascata, quanto si prospetta a Taormina semmai diventa un esperimento che stride e sfugge all’attuale clima palermitano, che proprio in questo momento si è piuttosto arroventato, visto che alla Regione il Pd – con tanto di petizione – ha chiesto le dimissioni del presidente Nello Musumeci, leader di un governo a forte trazione Forza Italia.

Oltre i punti di vista, il dato oggettivo è che a Taormina sta per entrare in Giunta il coordinatore cittadino di Forza Italia, che sosterrà un sindaco che è uno dei più esperti ed autorevoli esponenti siciliani del Pd e Bolognari avrà fatto senza dubbio tutte le valutazioni del caso su questa mossa. Corvaia pare destinato a diventare il riferimento nei rapporti della Giunta con la Regione e d’altronde non farà questa operazione politica a titolo personale ma la porterà al traguardo dopo aver già incassato il sostegno totale di esponenti nazionali, regionali e provinciali del partito di Berlusconi. Palazzo dei Giurati avrà così una Giunta di “lotta e di governo”, decisamente improntata sull’asse Pd-Fi, visto che Corvaia è pronto anche a far aderire a Forza Italia l’attuale assessore Enzo Scibilia, e il Partito Democratico oltre al sindaco Bolognari è rappresentato nell’esecutivo anche da Graziella Longo. Completano la squadra Andrea Carpita, che di recente ha aderito a Sicilia Vera (il movimento di Cateno De Luca) e Francesca Gullotta (vicina ad Articolo Uno).

Ovviamente, si dirà che, in definitiva, il contesto prettamente cittadino sfugge a tutti questi discorsi, esula dalle dinamiche di partito o da logiche regionali o nazionali. Ci sta anche questo. Panta rei, Taormina è un pò un mondo a parte dove gli equilibri cambiano spesso e i ribaltamenti di fronte sono una variante da mettere sempre in conto, volente o nolente.

Immaginiamo insomma, anzi siamo certi, che come a Roma si è fatto il governo del tutti insieme appassionatamente per “interesse nazionale”, a Taormina si sta ragionando adesso per motivi di “salute pubblica”. Potere e arbitrio della politica in tempi di pandemia, da quella più grande a quella più piccola. E’ l’ora di Ursula, con tanti saluti ai nostalgici delle ideologie, sperando che almeno rimangano gli ideali.

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