Si conferma al centro di tanti dubbi il vaccino Astrazeneca. Dall’incubo del Coronavirus si dovrà uscire, per forza di cose, con la vaccinazione di massa – e di questo ne siamo convinti – ma il vaccino anglo-svedese desta enormi perplessità e sinora non è arrivata nessuna rassicurazione. A riportare, anzi, in primo piano le apprensioni di numerosi cittadini il tragico caso della morte avvenuta nelle scorse ore di un avvocato del foro di Messina deceduto in seguito ad un’emorragia cerebrale al Policlinico di Messina. Si dovranno accertare le cause effettive della morte ma intanto si sa che il legale del Foro della città nebroidea a marzo, si era sottoposto al vaccino astrazeneca. C’è un nesso tra la vaccinazione e la sfortunata fine di Turrisi? Lo stabiliranno le autorità competenti. Un fascicolo è stato aperto per capire le cause del decesso da parte della Procura di Patti.

I vari casi di misteriose morti avvenute, ad ogni modo, in Italia e all’estero pretendono però chiarezza immediata. Nei salotti televisivi si vuol fare passare il messaggio che chi dubita di questo vaccino sia stupido ma non si può scherzare con la vita umana. La scienza non può essere un punto di vista e questo vale nel bene e nel male, ma deve anche avere l’onestà intellettuale di porsi alle masse senza trincerarsi dietro versioni di circostanza. La gente pretende la verità e non che gli si dica di fare un vaccino con il qualunquismo di chi invita le persone a sottoporsi alla somministrazione di questo vaccino a proprio rischio e pericolo.

Non si può dire che intanto Tizio o Caio è morto e se ne accerterà la causa ma che la vaccinazione con Astrazeneca nel frattempo non si può fermare. Se c’è da fermare la vaccinazione con Astrazeneca perché esistono ancora dubbi, la si fermi una, due, dieci volte o lo si sospenda in via definitiva. Se questo vaccino è sicuro, benissimo e si vada avanti, ma questa certezza ad oggi non esiste.

Il rischio è quello di alimentare, altrimenti, lo scetticismo delle persone verso la vaccinazione se non addirittura di far diventare la gente parte di quel fronte negazionista e “No Vax” che già esiste e che complica la prospettiva di una immunità di massa.

Stando ad alcuni sondaggi, un italiano su tre, dopo la sospensione dei giorni scorsi, sarebbe pronto a rifiutare la vaccinazione con Astrazeneca. La campagna di vaccinazione, nei giorni scorsi, aveva subito un rallentamento a causa della momentanea sospensione delle somministrazioni di Astrazeneca e anche adesso che è poi ripartita i dubbi permangono. Come prima e più di prima.

I dubbi sulla sicurezza del vaccino Astrazeneca restano forti: un italiano su 3, infatti, nel caso venisse a sapere di dover essere vaccinato con il siero Astrazeneca, dichiara che non si presenterebbe all’appuntamento. Nel “ranking del gradimento” dei vaccini, Pfizer si conferma essere quello maggiormente rassicurante per la popolazione, mentre si riduce ancora di più la fiducia in Astrazeneca, superato anche da vaccini ancora non disponibili sul nostro territorio nazionale perchè in fase di test e/o non approvati definitivamente come Johnson&Johnson (che guadagna quasi 10 punti), Sputnik e ReiThera.

Al netto di tante coincidenze e troppe (tragiche) casualità, non è più tempo di ipocrisie, bugie e mezze verità. La gente sta perdendo fiducia nel vaccino Astrazeneca, ha tutto il diritto di avere paura e non bastano i discorsi ad arte che vengono fatti in tv per rassicurare i tanti cittadini che non si sentono affatto tranquilli. O si ha il coraggio di cambiare rotta, e possibilmente accantonare la scelta di vaccino in favore di altri, o si rischia di compromettere la campagna vaccinale in Italia. Con tutto ciò che ne potrebbe scaturire in termini economici, sociali e soprattutto di salute pubblica.

© Riproduzione Riservata

Commenti