mons. padre Salvatore Cingari

E’ trascorso un anno dalla morte di mons. padre Salvatore Cingari, un sacerdote che ha scritto un pezzo di storia della città di Giardini Naxos. Dodici mesi dopo quella triste dipartita, appare doveroso ricordare l’uomo, ancor prima che il prete, che ha dedicato la sua vita alla comunità, sino ai suoi ultimi giorni di vita sempre al servizio del prossimo.

Padre Cingari è tornato alla Casa del Padre nei giorni drammatici in cui il mondo veniva paralizzato dall’improvviso avvento della pandemia. Quella stessa, maledetta, pandemia che ancora oggi non è finita e sta mettendo in ginocchio tante famiglie ormai allo stremo per un’emergenza sanitaria diventata dramma economico e sociale.

Per 60 anni padre Cingari è stato molto più di un sacerdote, più di un semplice parroco di paese. Ha saputo erigersi al ruolo di servitore e costruttore della comunità, garante della dignità della gente. E’ stato l’uomo che più di ogni altro a Giardini Naxos e nell’hinterland di Taormina ha creato opportunità sociali e professionali, ha aiutato con infaticabile dedizione chiunque fosse in difficoltà e ha interpretato il ministero sacerdotale con esemplare altruismo, dimostrandosi per intere generazioni di cittadini un punto di riferimento, un maestro di vita per i giovani, una spalla per le famiglie che arrancavano nel sentiero impervio della vita.  Ha dato una mano a tante persone bisognose, senza mai chiudere le porte del suo cuore a nessuno. Di questo indomito gigante silenzioso, capace persino di far arrivare in visita a Giardini Naxos (nel centro professionale da lui creato) Papa Giovanni Paolo II, si conosce l’opera pubblica, ma forse non abbastanza anche l’aiuto che in tante occasioni ha dato nel silenzio del privato alla gente.

Per questo, il senso di tutto ciò che ha fatto e che ha saputo rappresentare per il territorio il servizio sacerdotale di quest’uomo, non va dimenticato: va ricordato ma soprattutto merita di essere tramandato come fulgido esempio in un tempo complesso in cui ci sarà da rimboccarsi le maniche e saremo chiamati a risalire la china di una crisi epocale.

Non vorremmo – ma siamo certi che non accadrà – che l’opera di questo protagonista indiscusso della vita di Giardini Naxos e dell’intero comprensorio di Taormina, venga archiviata troppo in fretta, e che sia consegnata alle trame polverose dei ricordi lontani. Saremo attenti e vigili, nella piena consapevolezza che l’esempio delle cose buone e giuste e di chi ha dato la propria vita per il prossimo, sia ineludibile dovere morale di una comunità. E lo sarà ancor più quando, presto, si saranno allontanate le tenebre di questa pandemia.

Padre Cingari vive ancora e veglia dall’alto sulle sorti di questo territorio. E’ nei cuori di tutti coloro che lo hanno conosciuto e stimato, amato e rispettato. La sua storia è una parabola che ha concluso soltanto il capitolo terreno. Ora che la sua anima si è consegnata all’abbraccio di Dio, adesso che la sua missione tra i comuni mortali si è conclusa, mons. Cingari lo vogliamo ricordare con una frase che sia da sprone ma anche da monito a tutti noi: “Non chiunque entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli”.

 

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