Consorzio Rete Fognante
la sede del Consorzio Rete Fognante a Giardini Naxos

GIARDINI NAXOS – Nuovo blitz della Polizia di Stato del Commissariato di Taormina e della Guardia di Finanza di Taormina al Consorzio Rete Fognante. Dopo l’avvenuto sequestro del depuratore sud, quello di Giardini Naxos, operato il 4 marzo scorso, stavolta gli agenti della Polizia di Stato e le Fiamme Gialle hanno effettuato una seconda azione, concentrandosi in questa occasione sugli uffici dell’ente comprensoriale (siti in contrada Pietre Nere a Naxos) di cui sono soci i comuni di Taormina, Giardini Naxos, Letojanni e Castelmola. Si è proceduto nella circostanza all’acquisizione di documentazione riguardante sempre il Consorzio.

La notizia di questo secondo blitz congiunto della Polizia e della GdF al Consorzio Rete Fognante è stata confermata e riferita in Consiglio comunale dal sindaco di Taormina, Mario Bolognari. “Non si può nascondere la cosa, c’è stato un altro blitz che non ha riguardato la parte tecnica ma ha interessato gli uffici – ha detto il primo cittadino di Taormina -. Sono state sequestrate delle carte ed effettuati i backup delle memorie di tutti i computer. Nessuno di è in grado di dire cosa stessero cercando ma sta di fatto che è stato setacciato l’ufficio. Quindi la situazione al Consorzio è precaria e questa ulteriore azione delle Forze dell’Ordine ne è un’ulteriore conferma. Magari poi, probabilmente, non emergerà nulla e tutto è chiarito ma le discussioni (il riferimento è al dibattito avvenuto in Consiglio comunale a Taormina il 16 marzo scorso, ndr) andrebbero fatte successivamente, quando ci sarà modo di capire di cosa stiamo parlando, perchè probabilmente rischiamo di dire delle cose non vere o che, addirittura, anticipano fatti giudiziari che potrebbero scattare da qui a qualche settimana. Io penso che la discussione in Consiglio comunale andava evitata ma poichè il presidente Mauro Passalacqua ha detto che non c’era nulla da nascondere e che preferiva affrontare la discussione pubblica l’abbiamo affrontata”.

Il depuratore di Giardini Naxos, come detto, è stato posto sotto sequestro dalle Forze dell’Ordine la mattinata del 4 marzo scorso “per una grave situazione di contaminazione ambientale, riconducibile al malfunzionamento e cattivo stato di manutenzione e gestione di varie sezioni di trattamento delle acque reflue”. Ma l’impianto continua a funzionare, c’è anzi la relativa necessità di porre rimedio ai problemi riscontrati dalle autorità e si sta cercando in questa fase di predisporre gli interventi per riportare a pieno regime la struttura di contrada Pietre Nere.

© Riproduzione Riservata

Commenti